Gatta sorda, uccellini muti?

Un gatto che si rispetti ama gli uccellini.
Il suo è un amore particolare, lo stesso che noi nutriamo per i buoni cioccolatini ripieni, i bocconcini prelibati e certi dolcetti golosi e succulenti.
La mia gatta Chicca, sotto questo aspetto, sentiva per gli uccellini un affetto smisurato. All’alba, al primo trillo, drizzava un orecchio e poi l’altro. D’un balzo era alla finestra. E presa visione della situazione, saltava in giardino, incurante del rischio di atterrare rovinosamente. La finestra infatti si trovava al primo piano.
Passava ore acquattata tra i cespugli, in agguati, la cui puntuale conclusione era il volo beffardo di un uccellino che piantava Chicca baffi all’aria.
Un giorno, un merlo, zufolando e trillando, arrivò alle sue spalle a zampettarle quasi sulla coda. Chicca, occhi socchiusi, acciambellata, lo ignorò: non fece il minimo cenno di registrarne la presenza.
Mi resi conto che con gli anni era diventata sorda.
Da allora, gli uccellini le si posano attorno, allegri e cinguettanti, come se lei fosse San Francesco. Mentre lei se ne sta lì, ignara. Finché gli occhi le si chiudono e s’addormenta.
A sognare, certamente, i bei trilli di una volta, quando gli uccellini erano uccellini.
Non muti… come quelli d’oggi.

Copia LULU e39ba6bf-c0e0-4a75-b7b6-183d58fc6d1fPiù passano gli anni e più mi domando: chi ha detto che una fiaba per bambini non debba divertire anche un adulto? Certe filastrocche di Rodari le assaporo proprio ora alla mia non certo tenera età. Tornando alla storiella della gatta Chicca… è tratta dal mio e-Book «CENTOFIAAABE», raccolta nata per bambini dai sette anni in su. Non sono certo Gianni Rodari, ma conto ugualmente di indurvi a un sorriso. 

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18 risposte a Gatta sorda, uccellini muti?

  1. gelsobianco ha detto:

    Grande Guido.
    Un sorriso
    Un ricordo
    gb

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Grazie, sia per l’apprezzamento che per il ricordo.
      Purtroppo, tout passe, tout casse, tout lasse, e il nuovo temo riservi a noi tutti poco di che essere ottimisti.

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      • gelsobianco ha detto:

        Se si ricorda con piacere profondo, anche se con una certa malinconia, un episodio del passato, provando stima e affetto per la persona coinvolta, allora quel tempo è stato positivo e lo si conserva in se stessi.
        Grazie, Guido.
        Bravo davvero.
        🙂
        gb

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  2. 65luna ha detto:

    Concordo: alcune fiabe le rileggo e mi appassionano molto piu’ ora rispetto a “ieri’. Sempre avvolgente nei tuoi post, un abbraccio. 65Luna

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  3. tommasoaramaico ha detto:

    “Non muti…come quelli d’oggi”. Bello.

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  4. Paola C. ha detto:

    che animali stupendi i gatti, non mi stancherei mai di osservarli! mi hai fatto ricordare la mia adorata gattona che e’ stata con me per quasi vent’anni…

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Tu, a tua volta, mi stai ricordando l’altra mia “gattona” che, anche lei, mi accompagnò per quasi vent’anni… Ha preceduto la gatta Chicca… Adorava il bianco e me la trovavo accovacciata, insediata con aria sovrana sui fogli immacolati su cui mi accingevo a scrivere, non c’era ancora la tastiera color scarafaggio del computer :-), non osavo smuoverla e giravo per lo studio imprecando e supplicandola di spostarsi 🙂

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  5. theredfashion ha detto:

    É sempre un sorriso leggerti 😊
    Buona notte

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  6. ombreflessuose ha detto:

    Tenera la tua Chicca, gli uccellini non solo ringraziano ma si adoprano a giocare con Lei
    Incantevole, davvero
    Un miao da me e Dear ( il mio micione)
    Mistral

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  7. Liliana Catalan ha detto:

    Ciao Guido,
    anche se non ci sentiamo da molto leggo sempre i tuoi racconti….
    La mia Birby invece ci sente benissimo, a lei più che l’udito è calata la vista, ma riesce acchiappare oltre gli uccellini anche topini, lucertoline e biscette…!
    Sempre con affetto un abbraccio
    Lilly
    ..

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Lilly, felice sorpresa!
      Ricordo bene i tuoi non pochi impedimenti… l’augurio è che la matassa si dipani per darti almeno degli spazi di pace e tranquillità.
      So che sei di temperamento. MI viene da dire come la tua gatta… indomita da quanto apprendo.
      Adesso il mio attuale Gidou di cui già ti parlai, si sta rivelando il coccolo di mia moglie.
      Lei stravede per Gidou, e lui d’altronde, la ricambia prendendo buono-buono le medicine necessarie per curare una indomita diarrea. Lo consideravo un tontolone in confronto alle gatte precedenti ma invece il tontolone sta rivelando una sua saggezza e sensibilità.
      Spero tu legga questa mia risposta, ci tengo a farti sapere che mi sei sempre presente.

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  8. Neda ha detto:

    Anche io ho sempre avuto gatti (la gatta nera del mio avatar è tratta dal ritratto a olio che ho dipinto della mia ultima gatta).
    Due episodi accaduti nel nostro giardino, molti anni fa.
    Avevamo trovato, sperduto, un mattino d’autunno, un micetto tigrato e l’avevamo accolto. Per tutto l’inverno rimase in casa al riparo dal freddo. Nelle prime uscite in primavera, scoprì gli uccellini e si mise ad inseguirli come un matto, per tutto il giardino, su e giù per le piante varie, fino in cima ad un grande salice piangente. L’uccellino sul ramo, visto il gatto, spiccò il volo e il gatto aprì le quattro zampe, spiccò il volo pure lui, piombando miseramente a terra, un po’ rimbambito dal colpo preso.
    Anni dopo, una nostra gatta, mezza siamese e mezza non so, riuscì a prendere un merlotto, quasi pronto a spiccare il volo, dal nido. I due merli genitori piombarono addosso alla gatta, tempestandole la testa con il becco, come se fossero stati dei caccia giapponesi, fino a che la gatta mollò il merlo, per fortuna non ferito, che se ne andò saltellando a nascondersi in un cespuglio.

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