Le Note del Gufo, 45

Ai tempi, la maestra chiedeva ai bambini: «Che lavoro fa il tuo papà?». La mamma, si dava per scontato che stesse a casa a fare bucati e a cuocere sughi e a lavare accuratamente le verdure (adesso i minestroni si comprano pronti e ancora un po’ già masticati e metabolizzati). Sulla carta d’identità stava scritto, professione: casalinga, e per i pubblicitari era la massaia, corteggiata, a cui rifilare tutta quella serie di prodotti e prodottini grazie ai quali da un pezzo di sapone di Marsiglia si è passati ad armadi traboccanti di meraviglie lucidanti e brillantanti, self-pulenti.
Dev’essere probabilmente proprio grazie a questa scienza liberatoria dal pulito se la massaia si è evoluta in donna-ing (multitasking e che fa shopping, lifting, fitting, jogging ecc…. ). Così la seguente foto apparsa stamane sul giornale sembra annunciare la conquista non solo di nuovi spazi, ma dello Spazio, tout court in assoluto. Da suggerire che le maestre non chiederanno più del papà, presenza obsoleta irrilevante, ma dell’astro-mamma: «Pierino, quando pensi che tua mamma scenda dalla Luna?».

Pubblicato in Senza Categoria | 31 commenti

Gallery, la mia Città

Per esprimere il mio attaccamento alla mia città, ho preferito evitare parole che sarebbero risultate inevitabilmente stereotipate e stantie e alla fin fine anche banali. Sono ricorso a delle immagini sebbene conscio che se i miei sentimenti erano grandi, non lo erano altrettanto le mie nozioni digitali.

Dovendo proprio tradurre in parole non potrei che sintetizzare con un modesto «Milano era la sua città, e lo sarebbe sempre stata», con ciò, peraltro, plagiando il grande Woody Allen.
Incipit di «Manhattan»: «Capitolo primo. “Adorava New York. La idolatrava smisuratamente…”. No, è meglio “la mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…”. Ah, no, fammi cominciare da capo… Capitolo primo. “Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione…”. Eh no, stantio, roba stantia, di gusto… insomma, dai, impegnati un po’ di più… da capo. Capitolo primo. “Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una…”. Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. “Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com’era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia…”. Troppo arrabbiato. Non devo essere arrabbiato. Capitolo primo. “Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre…”. No, aspetta, ci sono: “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata…”.»

Pubblicato in Senza Categoria | 21 commenti

Gallery, dal Web

Erano foto belle, troppo, per poterle ignorare. Hanno peraltro una storia perchè non sono di un creatore professionale di immagini ma nascono da un comune smartphone capitato tra le mani di un’anonima autrice che, però, evidentemente ha tanta poesia nel cuore.
Il blog da cui provengono é di Mara.

Pubblicato in Senza Categoria | 6 commenti

10 anni con WordPress

Ricevuto oggi da WordPress, caso mai mi fossi dimenticato d’essere di 10 anni più vecchio e non avessi specchi in casa…

Pubblicato in Senza Categoria | 22 commenti

Gallery, la Nascita di Venere

 

Pubblicato in Senza Categoria | 16 commenti

X-mas 2018

Help! Dov’è finito Babbo Natale con le renne?
Rivelato il mistero:

È il mio dono di Natale per i più piccoli, è un ebook, è in tutte le librerie del web, a cominciare da Amazon, ed è scaricabile gratuitamente.
NEW! Ma c’è anche il dono per i più grandi, anche questo è un ebook, scaricabile gratuitamente, a cominciare da Amazon

Infine pensierino di Natale:
Quel giorno che troverò un essere umano così sinceramente affettuoso, tenero e leale, e sopratutto saggio come la mia gatta – a quell’essere umano perdonerò di non avere la coda.

Pubblicato in X-Mas | 25 commenti

Le Note del Gufo, 44

Stanno passando gli storni, emigrano, segno che il freddo è in arrivo. Sciamano a stormi, ora uniti ora divisi, riempiono il cielo. Imprevedibili, non sai mai dove vanno. Uno si stacca e un altro pure salvo tornare insieme e piombare sul caco che ho qui davanti. Strepitano, sollevano nuvole di foglie e piume, becchettano e si becchettano e scacciano, si inseguono ma senza accanire. Lasciano un caco ne assaltano un altro. Restano brandelli di buccia a penzolare, indizio di un inizio incompiuto.
Non conosco il Paese da cui gli storni provengono, ma sempre senza saperlo, mi viene da dire che siano storni italiani.

Pubblicato in LE NOTE DEL GUFO | 41 commenti

Il ticket del giorno

Il Cuore batteva e ribatteva al Pancreas che si lamentava: «Taci tu! Non farmi girare le extra-sistole… Tu!.. che col nome che hai fai schifo solo a nominarti!».
Il Cuore era un sentimentale-passionale a differenza dei vicini, a cominciare dai Gemelli Polmoni che tutto quello che riuscivano a fare era tirare il fiato e sospirare. Nè il Fegato era meglio. Sputava bile qualsiasi cosa passasse per lo stomaco. Roba da far attorcigliare le Sorelle Budella, che già avevano i loro guai tra Intestino cieco e Ano (povero Ano, a cui non era concessa mai la grazia di riuscire a vedere il sole!).
Restava il Pene, ma anche lui… Si rizzava nel tentativo di scrutare l’orizzonte alla disperata ricerca di Vagina, proteso e pronto a riversarle le sue calde e intense lacrime. La quale Vagina, però, a sua volta, umida e commossa, riferendosi al Pene: «E dài!.. E dài!».
Diciamo pure ch’era tutto un terribile caos e che avrebbe dovuto intervenire il Servizio Sanitario Nazionale se non fosse che a forza di tagli da parte del governo, del Servizio Sanitario Nazionale non restava che l’insegna.

Pubblicato in LE NOTE DEL GUFO | 22 commenti

Le Note del Gufo, 43

Vivo in un allegro Paese dove il paradossale umorismo di un Groucho Marx o Woody Allen viene quotidianamente superato. Per esempio, capita di sentire o leggere che un certo criminale venga arrestato, condannato per direttissima e rilasciato, subito all’istante.
Ecco, ogni volta mi viene da riflettere: dov’è la condanna? nel tornare libero?

Può darsi che non c’entri molto, ma la logica mi pare la stessa della non meglio identificata e simpatica Cecilia Seppia che twitta: Cari uomini, se una donna vi dice: “scendo tra 5 minuti” significa che tra 5 minuti scenderà… è inutile che citofonate ogni mezz’ora!

Felici vacanze.

Pubblicato in LE NOTE DEL GUFO | 37 commenti

Le Note del Gufo, 42

Un tempo, nemmeno secoli fa, non c’era essere umano di genere maschile, che resistesse al passaggio di una donna: per un uomo era rito doveroso, arrestarsi e compulsare la donna con lo sguardo. Gli occhi si posavano sulle caviglie e lentamente risalivano fino all’intuibile punto di arrivo.

▲Celebre immagine d’antologia, Milano 1954, Piazza del Duomo-Galleria. L’autore è Mario De Biasi, autentico anticipatore dei cosiddetti “fotografi di strada”.
▼1977, manifesto di lancio del famoso film di Francois Truffaut, il grande regista francese (1932-1984).

Oggigiorno una donna, fosse Miss Universo, potrebbe circolare tranquillamente nuda che chi ha più occhi per vederla?

Credits: Moby&Steve Cutts

Pubblicato in LE NOTE DEL GUFO | 33 commenti