Leo Longanesi

Non so come possa essermi arrivata, è una vecchia edizione BUR del 1975. Autore: Leo Longanesi 1905 – 1957, signore troppo arguto e brillante per non essere il sassolino nella scarpa del fascismo prima e della subentrata democrazia, dopo.
L’ho spiluccato qua e là.

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Cercava nella Bibbia l’indirizzo di un buon albergo in Palestina.

È già buio. Sono le quattro soltanto. Ogni volta che accendo la luce invecchio un po’.

Un matrimonio d’amore: amano tutti e due i cani barboni.

L’italiano non lavora: fatica.

Che strana libertà è mai quella che vieta di rimpiangere un tiranno defunto? E che strano tiranno fu mai quello che riesce ancora a farsi rimpiangere?

G.: le sue idee si accendono, crepitano, poi si placano alla seconda portata.

Alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione.

Mi mostra i suoi figli, e li illustra con aggettivi dolciastri che non posso fare a meno di chiedergli: «Posso assaggiarne uno?».

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