Caricate la pendola prima di fare l’amore

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Pastore (prete), che recitava sermoni spassionatamente appassionati, era altrettanto appassionato libertino. Contrasse una malattia venerea cui si orologio%20a%20pendolo%2021aggiunse la tisi, non abbastanza per limitare vita mondana e viaggi.
Giocava con la vita e anche con la morte se non che la morte, a differenza della vita, è una signora permalosa: la signora non tardò a saldare il conto, a Londra, un pomeriggio del marzo 1768.
D’altra parte, lui era vissuto beffandosi di ogni regola, a cominciare dalla sua scrittura, per cui non poteva finire come un qualsiasi morto. E il suo corpo venne trafugato, dal cimitero di Londra, trasportato a Cambridge dove fu diligentemente sezionato per una lezione di anatomia. Finalmente riportato a Londra, fu riseppellito: gliel’avessero predetto da vivo, la faccenda l’avrebbe di sicuro divertito… da morire.
Un suo romanzo in realtà rivoluzionario non-romanzo infuenzerà per la struttura e per più di un aspetto, i più noti scrittori di passa due secoli dopo: da Joyce a Beckett, a Perec, Calvino, giusto per fare qualche nome.

Memorabile l’incipit:
Vorrei che mio padre e mia madre, o, meglio, tutti e due, come era loro dovere, avessero pensato a quello che facevano, allorchè mi misero al mondo. Diamine! Avrebbero dovuto considerare le conseguenze di certi loro atti! ….
Penso che voi tutti abbiate udito parlare delle essenze vitali, di come si trasmettano dal padre al figlio, eccetera, eccetera, e di molte altre cose inerenti a ciò; ebbene, credetemi, nove volte su dieci il buonsenso e la stupidità di un uomo, i suoi successi  e le sue disgrazie in questo mondo dipendono dal dinamismo e dagli impulsi di queste essenze vitali, nonchè dai vari indirizzi che voi imprimete loro in quel determinato momento culminante…
Bene, è proprio in questo momento culminante che:
– Scusami, caro – chiese mia madre – non ti sei per caso dimenticato di ricaricare la pendola?
– Perd…! – strillò mio padre, pur sforzandosi nel contempo di moderare il tono della voce. – È mai capitato, dalla creazione del mondo, che una donna interrompesse un uomo con una domanda così stupida?

L’io narrante ci spiegherà in seguito di avere appreso l’episodio da uno zio il quale a sua volta l’aveva appreso dal padre, che si era appunto confidato in un momento di disperato rammarico, osservando in quale strambo e illogico modo giocavo con una trottola.

Gli estratti sopra-riportati provengono dall’edizione BUR del settembre 1958, traduzione di Giuliana Aldi. Altre versioni sono seguite, l’ultima è di questi giorni. Non ne cito l’editore perchè è già abbastanza grande e guadagna già abbastanza per farsela la pubblicità da solo.
Ops, dimenticavo: l’autore è Laurence Sterne e il libro è “Vita e Opinioni di Tristram Shandy”.

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42 risposte a Caricate la pendola prima di fare l’amore

  1. Dora Buonfino ha detto:

    Questa sì che è la risposta a tante mie domande! 😀

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  2. L'Irriverente ha detto:

    Mi ricordo che l’inizio del romanzo, più qualche altro suo brano, era stato citato in una lezione all’università. Prima o poi devo leggermelo, sono sicuro, dal poco che ne so, che mi piacerebbe molto.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Se pensi che è del lontano Settecento, è geniale. A un certo punto, ti piazza una pagina vuota nera, fronte e verso, poi una bianca, ti fa capitoli di una sola riga… E questi sono solo gli aspetti, se vuoi, più banali e appariscenti perchè la rivoluzione è nel cuore, la struttura ecc.
      Ti confesso, io non l’ho letto tutto. Mi rendo conto che, avendo il buon gusto di farlo, uno avrebbe motivo di divertirsi e parecchio (e di imparare a scrivere)

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      • L'Irriverente ha detto:

        Quello di sicuro. Anzi, pensando a una tale sperimentazione, mi viene da chiedermi: “Ma tutte le avanguardie del Novecento dove volevano andare?”. Qualunque cosa abbiano prodotto, c’era già quel libro, a quanto pare….

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Oh, come sono d’accordo!!!!
        Hai tanto ragione che la stessa tua osservazione io la applico a maggior ragione a molti tanti pretesi scrittori attuali, i quali oltretutto, a loro volta, arrivano un secolo dopo ai vari del Novecento cui tu alludi.

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      • L'Irriverente ha detto:

        La mia osservazione nasce anche da un altro pensiero: il romanzo è sempre stato un genere problematico per la sua natura eversiva rispetto alla tradizione letteraria. Se prima, in un regime di precisa corrispondenza tra genere, temi e stile, esistevano molte combinazioni ma nessuna rappresentazione ‘epica’ del quotidiano, il romanzo la introduce mandando all’aria tutto il resto. Subito il mondo letterario reagì, opponendo una resistenza però debole, che funzionò a lungo solo in Italia – dove troppo forti erano le radici classiche e solo per Manzoni si fece un’eccezione apprezzabile. In quella temperie si colloca anche un antiromanzo come il ‘Tristram Shandy’, ma parodizzare una cosa vuol dire averne riconosciuta l’esistenza: in qualche modo è un omaggio. Le avanguardie, si dice, nacquero per distruggere: ma distruggere cosa? Ecco, qui è il punto, il bandolo della matassa: quello che gli intellettuali avanguardisti volevano inutilmente evitare era il rapporto col pubblico di massa, quello che il romanzo apriva, unito a una crescente scolarizzazione, dopo secoli e secoli di letteratura per letterati. I rivoluzionari erano ultraconservatori, tant’è vero che quasi tutti osteggiarono il genere romanzesco, considerandolo roba da casalinghe innamorate di Liala. Questo è un altro motivo che mi rende Sterne, per il poco che ne so, più simpatico: mentre un certo tipo di sedicenti intellettuali ha voluto sferrare un attacco, egli agì per divertirsi e divertire. Per quanto fosse parimenti una reazione a un genere sovversivo, la sua era senza dubbio piu positiva e costruttiva dell’ostentato silenzio o dell’insulto gratuito praticato dopo.

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Mi inchino. Commento da incorniciare.
        Mi riveli aspetti [mi hai “imparato”].
        Ti rileggo e memorizzo.
        Niente da aggiungere, niente da togliere.

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      • L'Irriverente ha detto:

        Grazie, mi scuso solo per la lunghezza ma mi conforta sapere che non sia apparsa esagerata, anzi giusta.

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Giusta. In ogni caso, scorrevolezza e chiarezza rendono qualsiasi lunghezza… breve 🙂

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      • L'Irriverente ha detto:

        Meno male! 🙂

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      • Enri1968 ha detto:

        Beh ci sono scrittori e scrittori … se è così tutto non sarebbe stato inventato o creato … scusami ma forse stiamo generalizzando e magari anch’io faccio confusione.

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Mmmsì! 🙂
        E non sei il solo a temere di fare confusione. Mi capita ricorrentemente di dare un giudizio accompagnato da un prudenziale “Qui lo dico e qui lo nego”.

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      • Enri1968 ha detto:

        Ahi ahi ahi comunque concordo con te

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      • L'Irriverente ha detto:

        No, figurati, è giusto parlarne e confrontare pareri: il mio è un discorso molto generale e teorico, che non giudica le opere ma si chiede con quale spirito vengano prodotte.

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      • Enri1968 ha detto:

        Si, infatti lo avevo intuito, senza fare nomi penso d’aver capito a quali pseudo scrittori d’avanguardia ti riferivi. In questo senso penso d’essere d’accordo con te.
        In ogni caso resta l’opera di LS da leggere. Pensa te che personaggio che era.

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      • L'Irriverente ha detto:

        Già, e appena avrò tempo non esiterò ad approfondire, o meglio a iniziare: tutto quel che ho scritto, preferisco ripeterlo per onestà intellettuale, si basa sull’impressione delle poche notizie raccolte qui. Una curiosità che mi torna in mente ora è che la prima traduzione italiana del ‘Viaggio sentimentale’ fu realizzata Foscolo (o era Alfieri? Mi confondo sempre…).

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Foscolo, a meno io ho l’epub da cui mi sembra Foscolo.

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      • L'Irriverente ha detto:

        Ecco, grazie. Non sono molti i grandi autori che si cimentano in una traduzione, ma di solito fanno un buon lavoro: penso a Pavese che tradusse ‘Moby Dick’.

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      • L'Irriverente ha detto:

        Ah, tra parentesi preciso anche che non stavo pensando a nomi particolari, quando parlavo delle avanguardie, ma più a gruppi, movimenti, temperie culturali. Su due piedi mi vengono in mente quegli autori ci scrivevano prosa lirica – ricordo quando ho letto al liceo ‘Conversazione in Sicilia’, di Vittorini: forse non ero pronto, ma mi parve una delle cose più indigeste che mi avessero mai propinato; poi ci sono i poeti che miravano a non essere letti, il che non ha senso ma si ricollega a quanto dicevo prima…

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  3. Enri1968 ha detto:

    Comunque grazie mi pare di averne sentito parlare o di aver incrociato il nome dell’autore da qualche parte che ora non ricordo … mi hai modo molta curiosità vedrò di recuperarlo.

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  4. Paola C. ha detto:

    Che libro stupendo! e che personaggio stupendo quel Tristram Shandy! Dovrei rileggerlo, l’ho letto molti anni fa e non me lo ricordo bene. Un altro grande dell’epoca Georgiana :)https://vitadamuseo.wordpress.com/tag/epocageorgiana/

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  5. Pendolante ha detto:

    Un incipit notevole. Mi ha conquistata. È ho appena guardato la mia moderna pendola di alluminio (a pile) che si è fermata

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  6. lilasmile ha detto:

    Scusi può ripetere la domanda???

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  7. giomag59 ha detto:

    Una volta mi venne il dubbio di non aver spento il gas. Poi mi dissi: pazienza, sentiremo il botto!

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  8. Neda ha detto:

    E questo la dice lunga sulla differenza che c’è, sempre, tra un uomo e una donna, anche in certi momenti…

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  9. alessialia ha detto:

    non ho letto neanche questo… mi sento piccolina piccolina ora…

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