Le Note del Gufo, 41

Ogni epoca ha il suo “politicamente corretto”. In quegli anni ’50 -’60 pare che il “politicamente corretto” fosse quello che ispira la Pubblicità dei seguenti annunci. Attenzione, io mi limito a riportare, è un invito a sorridere, non a tirarmi i sassi.

“Mostrale che il mondo è uomo”

“La maggior parte degli uomini chiede: «È carina?»
non: «È intelligente?»

“Soffice come un bebè.”
“Perchè l’innocenza è più sexy di quanto pensi”

“Soffiaglielo in faccia e lei ti seguirà dovunque”

   

“È bello avere una donna attorno per casa”

“È davvero sempre un reato uccidere una donna?”

“Prima o poi, tua moglie condurrà a casa
una delle migliori ragioni per avere un Volkswagen”

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44 risposte a Le Note del Gufo, 41

  1. Elish_Mailyn ha detto:

    credi che sia veramente cambiato qualcosa?!
    notte notte 💙😘

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  2. Antonella ha detto:

    Sono inquietanti…. con messaggi che mettono paura!

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  3. tommasoaramaico ha detto:

    Ne avevo già viste, di questo genere…ma mai così violente. Quella sulla bambina, poi, davvero inquietante.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Caro Tommaso, condivido il tuo brivido. È tanto vero che nel momento in cui scoprii quest’annuncio nel web, mi sono dovuto soffermare a lungo. Il significato mi appariva evidente ma nel contempo istintivamente, lo rifiutavo… così che, paradossalmente, lo capivo benissimo ma nel contempo fingevo a me stesso di non capirlo… non volevo capirlo chiaramente!!!!

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      • tommasoaramaico ha detto:

        La ripulsa esprime, forse, non solo un giudizio sul contenuto di questi messaggi, ma un giudizio sul fatto che questi messaggi sono stati (e probabilmente sono ancora) vincenti.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Che siano stati vincenti non c’è dubbio alcuno. Tant’è vero che le marche dei quali annunci si parla, erano leader. Le cravatte Van Heusen hanno dominato per anni le riviste USA.
          Forse, adesso, almeno qui in Occidente, lanci così smaccati non sono concepiti e visibili.
          Nella realtà, di fatto, pare invece che tutto sia cambiato per non cambiare niente.
          La mia realtà certamente non è così ma so benissimo che dentro in ogni casa, la realtà si rinnova ed ha un suo volto.

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  4. Alessandra ha detto:

    E la famosa pubblicità del caffè, sempre anni ’50, dove il marito sculaccia la moglie? Disgustosa. Ma anche oggi, senza giungere a tali estremi, si utilizza spesso il corpo delle donne per destare maggiore interesse nell’offerta pubblicitaria, contribuendo in molti casi ad alimentare un immaginario ancora sessista e retrogrado. Non solo seni e sederi ammiccanti, ma anche slogan che non possono essere tollerati… da chi ha un minimo di intelligenza e buon senso. E’ di appena qualche mese fa l’affissione di uno striscione pubblicitario nella metropolitana milanese, il quale riportava scritto: “Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?” Dopo la bufera di proteste i responsabili hanno cercato di giustificarsi dicendo che l’intento era solo ironico (!!)

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Non avevo visto l’annuncio di Pandora che tu citi, e sono andato a ritrovarlo in Internet, dove ho avuto modo di documentarmi con più precisione, anche sulle spiegazioni opposte alle critiche. Da ex-copy, con anni di trincea, devo dire che lo spunto iniziale – come spiegato da Pandora – non solo non era scandaloso ma poteva anche essere simpatico. Quelli che hanno clamorosamente cannato sono stati i creativi nel renderlo, nella trasposizione in messaggio. I creativi poi quando vendono la loro roba a un cliente sono come i politici con gli elettori, riescono a convincerti che grazie a loro anche gli asini possono volare…
      Quanto all’utilizzo del corpo delle donne… ecco, utilizzo è una brutta parola, vediamo piuttosto di distinguere quando è utilizzo e quando trionfo del bello, felice esibizione… mi piacciono i fiori? E perchè non mi devo emozionare a seguire con gli occhi una gentile e perchè no? sensuale apparizione? o siamo in un buio triste squallido stato islamico?
      La verità: il discorso è irto e meriterebbe tutto un suo spazio, con una serie di distinguo e di postille a non finire. Un po’ come il discorso sulle molestie che non a caso ha suscitato un vespaio di voci e pro e contro.
      Insomma, una statua di Venere… le prime ad ammirarla sono le donne!
      Quindi questo corpo femminile dipende da come, dove e quando… Questione come sempre di buon gusto e misura (tanto per cambiare).

      Nota: aspetto il tuo lancio di coltelli 🙂

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      • Alessandra ha detto:

        Ma è ovvio che dipende dal modo in cui la pubblicità viene proposta, ci mancherebbe! Se c’è un po’ di poesia ed eleganza, sono la prima ad apprezzare un corpo nudo, maschile o femminile che sia. Ma qui si stava parlando della donna presentata come mero oggetto o in una condizione avvilente in certi tipi di pubblicità, dagli anni ’50 fino ai giorni nostri. Dai, mi avevi capita benissimo 😉

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Bene, bene, accertato che non è peccato se all’occhio va concessa la sua parte, chiaramente con grazia e poesia… confortato, continuerò ad ammirare e a rimuginare su tutta la grazia di dio che esiste al mondo.
          Ciao 🙂 alla prossima!

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  5. Giorgiana ha detto:

    È stata una lunghissima e dura battaglia, quella delle femministe… ci sono ancora cose da cambiare, ma cambieranno, col passare del tempo. Ti abbraccio, caro Guido, buona domenica!

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Sei ottimista, come sempre sento energia in te, e quindi positività, e devo dire che è l’atteggiamento migliore e che, devo dire, ti invidio, in senso buono ovviamente. Del resto, già i fatti ti stanno dando ragione, noto per esempio, che già ora in magistratura e in medicina, la presenza femminile è in pochi anni notevolmente aumentata. Perfino nel buio e oscuro Iran dal rigore ottuso islamico, all’Università c’è una percentuale femminile di circa il 60/70%!!!! È inevitabile che le restanti aree del Pianeta, e che sono non poche e ampie, e soggette ancora a rigide regole opprimenti patriarcali, grazie anche a Internet, diffuso ormai dovunque, si allineeranno. Costeranno sacrifici, ahimè, anche di vite.
      Ciao, Giorgiana, una serena domenica anche a te, e sorridi sempre!!!!

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      • Giorgiana ha detto:

        Abbiamo già superato cose incredibili che ai loro tempi erano normali, ovvie, tipo il periodo della caccia alle streghe, i modelli da seguire tipo la clausura di Chiara, periodi in cui i neonati venivano lasciati per ore, davanti alle statue o dipinti per adorarle… e tutto il pensiero dell’inferiorità della donna, così come appare anche da quello che hai pubblicato. Sono ottimista sì, perché il cambiamento è già in corso da anni, però per cambiare così tanto la mentalità delle persone ci sono voluti centinaia di anni, vari cambi di generazioni, è un lento processo.
        Riguardo agli altri paesi, mi torna in mente il cambiamento avvenuto in Romania con la rivoluzione del ’89. Ero una bambina, però ricordo benissimo che con l’introduzione dei vari canali televisivi stranieri, fino a quel momento inesistenti, abbiamo cominciato a vedere altri modi di vivere e aspirare ad essi. Da lì è iniziato un grosso cambiamento… succederà così anche in altri posti, attraverso l’Internet o migranti che tornano a casa.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Condivido.
          Dici: «Ci sono voluti centinaia di anni, vari cambi di generazioni…» e «succederà così anche in altri posti, attraverso l’Internet o migranti che tornano a casa.»
          Sì… i migranti che tornano a casa, una forza da non sottovalutare, anzi!

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  6. Paola ha detto:

    Nemmeno io le conoscevo tutte, queste pubblicità, e così una dietro l’altra sono davvero inquietanti. In effetti, come dice Giorgiana, si sono fatti moltissimi passi avanti, e parlando dell’Italia possiamo identificarli dagli anni ’70 in avanti. La storia della donna è completamente cambiata dal punto di vista dell’istruzione, del lavoro, delle scelte, sebbene per molti aspetti sia ancora durissima e, in ogni caso, ci sia ancora tantissimo lavoro da fare

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ma adesso qui il processo bene o male è avviato. Ci possono essere delle sacche arretrate, il cui destino è comunque di venire prima o poi aggiornate. Il grande cammino da fare resta sempre in molte troppe aree del Pianeta. Ci sono Paesi dove a una bambina la semplice istruzione elementare, il solo imparare a leggere e a scrivere, è vietato anzi addirittura punito!
      Giusta la conclusione, sempre di Giorgiana. Molto conterà anche il ritorno al Paese di provenienza, degli immigrati.
      Ti ringrazio per la partecipazione.

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      • Paola ha detto:

        Giusto! Noi eravamo, e per certi versi siamo, talmente indietro, che abbiamo abbastanza da fare qui. Onestamente, anche offrendo solidarietà, non so quanto si possa essere incisivi in un paese straniero, ben di più lo siamo nel nostro, attraverso il voto, per esempio, i comportamenti. Pensa solo ad aborto e divorzio.

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  7. Neda ha detto:

    Avevo scritto un articolo proprio sull’argomento:
    https://undentedileone.wordpress.com/2015/05/24/pensiero-della-domenica/
    Qualcuno la pensa così ancora oggi e se ne vedono i risultati.
    Buona serata.

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  8. Paola C. ha detto:

    Basta guardare la pubblicita’,dove donne seminude sono fotografate accanto a macchine di lusso, alle verie veline, letterine, vallette etc etc etc o all’isola dei famosi per vedere dove sono finiti anni di femminismo… :/

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  9. L'Irriverente ha detto:

    Sono curioso di un particolare: queste pubblicità erano diffuse solo negli Stati Uniti o anche fuori? Se tutte risalgono a quel periodo, mi risulta difficile immaginarmele al di qua dell’Atlantico: credo infatti che, indipendentemente dalla mentalità circolante allora, qui si avesse più discrezione. Ma se queste sono americane, la prima riflessione è sul paradosso di un Paese arretrato su molti fronti – soprattutto negli ambienti dove non sembra, aggiungerei – che è tutt’ora padrone di mezzo mondo. Ritengo che la fase in corso possa far venire il nodo al pettine, ma ho una discreta paura di sapere quale sia il prossimo padrone…

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Le domande che tu poni contengono in parte, implicite, le mie risposte. In effetti, al di qua dell’Atlantico, mi risulterebbe che in quegli anni vigeva una maggiore discrezione. Che poi, in sostanza, stiamo parlando di una parte piccola del Pianeta, in sostanza dell’Occidente, il resto sapendo bene che tutt’oggi è quello che è.
      Il tuo discorso spostandosi sull’America, sugli USA, devo dire che è un Paese dalle tinte forti, dai contrasti spiccati, dagli alti e bassi clamorosi. È un Paese che ho molto amato, e al quale – è la mia opinione – dobbiamo molto. La sua Amministrazione, quella in corso nel Dopo Guerra, ha svolto una politica nei nostri confronti illuminata e generosa. Ci ha coperto di aiuti, dal grano per mangiare alle scarpe dei pacchi UNRRA, agli aiuti finanziari del piano Marshal ed ERP, che ci hanno permesso di ricostruire ponti, strade e stazioni. Senza contare l’immenso parco di automezzi lasciatici dall’esercito USA, i cui camion erano gli unici praticamente di cui abbiamo disposto per dare il via ai cantieri della ricostruzione. Avrei molto da scrivere e ricordare in proposito. (Aggiungo nel contempo, che a rappresentare un’Italia distrutta, avvilita, arretrata e ridotta alla miseria e alla fame, avevamo però dei politici – De Gasperi, in testa – di ben altro livello dall’attuale, di alta dignità e cultura e formazione, mica ragazzotti furbetti cresciuti a Nutella!)
      Poi, all’Amministrazione illuminata è seguito il buio di Mac Carthy e la sua repressione. Ecco, i contrasti dell’America. Però anche Mac Carthy è stato respinto alla fin fine, e siamo arrivati a un Kennedy. È un discorso lungo, che abbrevio asserendo che adesso abbiamo un pazzo Trump, e qui sta la scommessa: l’America saprà superarlo reagendo come ha sempre fatto? O no, stavolta? Non so, perchè anche il resto del mondo, non promette bene. A cominciare dall’Europa di questi nostri giorni, e da noi, Italia, in primis.
      Facciamoci gli auguri.

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      • L'Irriverente ha detto:

        Io, per esempio, non penso che Trump sia pazzo: strategicamente si è dimostrato già più furbo della Merkel e di Macron, dato che vuol riaprire il dialogo con la Russia. Credo che solo lui e Conte si rendano conto, magari in confuso, che continuare il muro contro muro equivalga a spingere la Russia in braccio alla Cina; poi voglio proprio vedere come ce la caveremmo noi occidentali, per i quali la Cina è manifestamente il pericolo e il nemico… Bismarck seppe evitare alla Germania lo stesso errore finché ebbe il comando; poi l’imperatore fece diversamente, col risultato che la Germania combatté la Grande Guerra su due fronti, sfibrandosi. Non impariamo mai.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Trump ha detto e dice tante cose, che qualcuna per forza, è condivisibile. La diffidenza mia nasce dall’impressione che sia molto umorale, certo non essendo un ragazzino, ma avendo una vita molto intensa alle spalle, è possibile che l’istinto possa supplire a una ponderata ragione.
          Selezionando dalla vasta attività di Trump, il dettaglio del rapporto Trump-Russia, e quindi la Cina da te citata, sì… sono d’accordo con te.

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          • L'Irriverente ha detto:

            Credo giochi molto anche l’età, come con un altro signore più vicino a noi, di Arcore… Se dicessi di condividere ogni affermazione o comportamento di Trump mentirei, come su qualunque personaggio influente: a conti fatti, lo sintetizzerei come un impresentabile che in politica tende ad azzeccarci, fosse anche per caso; uno che Machiavelli avrebbe adorato, per intenderci. La difficoltà vera è che su moltissimi argomenti cruciali la politica è chiamata a scegliere fra principî teoricamente corretti che entrano in conflitto: se chiudiamo l’I.L.V.A. per ragioni ambientali, l’ambiente ringrazia ma i dipendenti finiscono in mezzo alla strada; se cerchi di bloccare un flusso d’immigrati che puzza di deportazione, rischi di provocare l’ennesimo naufragio… Essere, come i politici, nell’anticamera della stanza dei bottoni – chi sia dentro davvero è un altro paio di maniche – è forse uno dei mestieri più ingrati di questa terra…

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            • Guido Sperandio ha detto:

              Indubbiamente.
              Aggiungo solo che, purtroppo!!!! già arrivare nella stanza dei bottoni è quasi impossibile per uno corretto e onesto e se per puro caso ci arriva, ancora più difficile è che ci resti e non lo silurino.

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              • L'Irriverente ha detto:

                I nostri governanti hanno commesso il grave errore di derivare verso un sistema apparentemente civile e moderno, ma di fatto basato sulla legge della giungla: comanda il più forte – economicamente, non c’è bisogno di dirlo – così che, se un rappresentante dei deboli diventasse il più forte, ed entrasse in detta stanza, dalla sua nuova posizione non avrebbe più interesse a cambiare le regole per renderle eque. Un gran bel garbuglio, ma non dispero che un ordine così sbagliato moralmente collassi: il male è potente, ma anche stupido.

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              • Neda ha detto:

                Quanto è vero!!!

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  10. Precursori del sessismo odierno…

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Non so se precursori o invece continuatori-utilizzatori di un feeling dominante in corso.
      E per quanto concerne “il sessismo odierno”, è vero ma nel contempo la molteplicità di voci e generi di comunicazione e varietà di fonti… non so se esista ancora una posizione generale univoca e definita come un tempo.

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  11. quasi40anni ha detto:

    Marche leader del mercato di ieri e oggi! Ha fatto bene la duchessa Meghan markle quando da bambina scrisse ad una nota marca di detersivi per piatti , denunciando il fatto che i servizi domestici vanno condivisi da uomini e donne. Meglio che vada, devo svuotare la lavastoviglie fintanto che il mio compagno è ancora a letto 😉

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Non conoscevo l’aneddoto della duchessa, è divertente.
      In ogni caso, dici: Meglio che vada ecc. , ebbene, mi viene da pensare al cambiamento. Perchè almeno una lavastoviglie ora esiste. Questione di poche generazioni, e non c’era neanche la ben più importante lavatrice. Le donne avevano l’asse di legno in bagno, le più fortunate che avevano il bagno e i servizi i casa. Altrimenti dovevano portarsi asse e secchi di biancheria alle fontane o alle rogge, qui a Milano, sui Navigli c’è tutt’ora un angolo (molto suggestivo e naturalmente più in uso) che conserva il nome di Sito delle Lavandaie.
      D’altronde, certe consuetudini erano tanto inculcate che mia madre si sarebbe anzi offesa se qualcuno di questi pur gravosi compiti le fosse stato sottratto, salvo nel contempoi poi lamentarsi!!!!

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      • quasi40anni ha detto:

        Ogni donna che si rispetti deve lamentarsi un poco. Io sbuffo, o mi lamento in italiano, tanto il mio gentleman inglese capisce poco. Il sito delle lavandaie è molto suggestivo davvero, Milano ha davvero tanti angoli meravigliosi.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Lamentarsi, già! a chi lo dici! La mia Signora (nota la S maiuscola) si lamenta e non un poco e ovviamente in italiano e io, ahimè, non sono per niente nè gentleman nè tantomeno inglese. C’è da dire che si lamenta rispettando i congiuntivi quando occorrono, almeno questo 🙂
          Sì, Milano dietro alla sua aria elusiva indaffarata che milanesizza chiunque vi metta piede più di un giorno, in realtà è calda e affettuosa (a suo modo) e ha tanti tanti angoli che amo. Ci sono nato, è la mia città, e non posso che amarla. Mi ha dato e dà da mangiare e, almeno un tempo, senza dover contare su raccomandazioni e intrighi. Se avevi voglia e ti davi da fare trovavi chi lo apprezzava e raccoglieva.
          I Pugliesi hanno dato (ricambiati) molto a Milano, e poi pensa solo a Jannacci!!!! Depositario del più autentico dialetto!
          Adesso, però, con grande tristezza vedo tutto un mondo che sta svanendo… e qui mi fermo. Ti risparmio la pedanteria di un’analisi sociologica…

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          • quasi40anni ha detto:

            Chissà Guido, anche i ragazzi di oggi parleranno un domani di una Italia che non c’è più. Certo, il metro di paragone sarà diverso dal tuo che si confronta con un ieri, che io ho solo intravisto. I meridionali al nord han dato e qui al sud han tolto. La mentalità della raccomandazione è tipica delle mie parti. Anche se ti consigliano un ristorante, qui ci tengono che tu faccia il nome del raccomandante…vedi? È una cosa intrisa fin nel più piccolo

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            • Guido Sperandio ha detto:

              Condivido e senz’altro anche il punto “I meridionali al nord ecc.”… è sempre stata anche una mia convinzione. Dalla sabbia del deserto, non c’è contadino abile e coraggioso che riesca a cavarci una rapa.
              Anni fa inventai l’aneddoto: Metti due siculi e un tedesco e i due siculi complotteranno per fregare il tedesco, ma metti due tedeschi e un siculo, e questi farà di tutto (riuscendoci!) per essere più tedesco dei due.
              Ho l’impressione, però, che in questo momento il nord di un tempo si sia spostato ormai oltre le Alpi e che anche qui sia in corso una stretta. Mah… non so…

              PS: Sei una valida interlocutrice e perdonami, non è che mi senta in diritto di erigermi a giudice, sia mai! ero tentato di scrivere “adorabile” ma non lo scrivo, mica per altro, mi mancherebbe solo di passare per adescatore e con quella storia del metoo… 🙂

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              • quasi40anni ha detto:

                Ah sulla storia del metoo mi inviti a nozze allora! Si sarà capito che un poco femminista sono, ma queste attrici che prima mangiano e poi non vogliono pagare il conto, mi danno il prurito. Asia Argento si commenta da sola con la sua carenza di finezza ma vuoi che il pischello “violentato” non sia l’unico adolescente a non aver gridato Viva O’Re quando si è portato a letto una trentenne? Mah, è disturbato pure lui. Grazie della adorabile chiacchierata Guido, fortunata la tua Signora ad aver un compagno come te.

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