Adamo non tradì Eva solo perchè non c’erano altre donne?

Partire da un titolo così per parlare di Tolstoi forse non è il modo migliore. Finora di Tolstoi avevo letto soltanto La morte di Ivan Il’ič ed ero affetto dal complesso di ignorare Anna Karenina e Guerra e Pace. L’altra sera, tirato un respiro profondo, mi sono tuffato dentro il primo dei due titoli, Anna Karenina, e già l’incipit si è rivelato godibile, intrigante: Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

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Il seguito mi ha catturato, subito: Tutto era in scompiglio in casa Oblònskij. La moglie aveva saputo che il marito intratteneva una relazione con la governante francese che era stata in casa loro, e aveva dichiarato al marito di non poter più vivere nella stessa casa con lui. Questa situazione durava già da più di due giorni ed era avvertita in modo doloroso dai coniugi e da tutti i membri della famiglia, nonché dai domestici. Tutti i membri della famiglia e i domestici sentivano che la loro convivenza non aveva più senso e che persone riunite dal caso in una locanda qualsiasi erano più legate fra loro che non essi, familiari e domestici degli Oblònskij. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito non era in casa da più di due giorni. I bambini correvano abbandonati per la casa…
41uhemy92yl-_sx313_bo1204203200_Tolstoi rende mirabilmente tutti gli stati d’animo della moglie, ne rende ogni sfumatura e progressione: dal primo stupore al dolore, fondo lancinante – quindi alla coscienza di essersi data ai figli e alla famiglia interamente per anni e di avere riposto nell’amore e dedizione al marito lo scopo della propria vita. Segue la reazione, la rabbia e il disprezzo per quell’uomo e l’impulso di non vederlo mai più e di fuggire, andarsene. Ma ci sono i figli. E al loro pensiero il tormento della donna aumenta.
Combinazione, vedi il caso, la mattina seguente l’occhio mi è scivolato su un articolo: Viola Davis è tra le candidate agli Oscar come attrice non protagonista per la sua interpretazione in Fences (Barriere)…   E l’attrice nell’intervista asserisce circa il suo ruolo nei panni di una certa Rose: … questo non significa che Rose perdoni il tradimento del marito. È troppo doloroso, porta fuori tutta la rabbia di essersi spenta nel matrimonio, al di là dell’amore per la famiglia. Inoltre, forse non si aspettava assolutamente una cosa del genere e questo spiega perchè tante donne abbiano sentito e fatta propria la mia Rose.
Tra il romanzo di Tolstoi e questo film è trascorso circa un secolo e mezzo e viene da concludere che se tutto ci sembra cambiato, tutto in realtà è uguale sotto il sole. Che se invece piove, la pioggia lo stesso non smette di bagnare.

Nota: sono solo agli inizi – con Anna Karenina che, al colmo del dramma in casa Oblònskij, entra in scena a dare avvio alla sua di storia. Ma, al procedere della lettura, già prevedo allettanti motivi per tornare a parlare di questo gran libro che di datato ha solo i vestiti e i riti sociali ma non il cuore.

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24 risposte a Adamo non tradì Eva solo perchè non c’erano altre donne?

  1. Enri1968 ha detto:

    È un Autore che devo leggere, penso che sia senza tempo.
    A dire il vero ho letto questo
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sonata_a_Kreutzer_(romanzo)?wprov=sfsi1

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  2. Enri1968 ha detto:

    Che ti suggerisco, penso che ti potrà piacere.

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  3. Paola C. ha detto:

    Ho avuto la tua stessa reazione sorpresa quando ho letto Guerra e Pace 🙂 Assolutamente divino! https://vitadamuseo.wordpress.com/2016/03/12/guerra-e-pace-di-lev-tolstoj/

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  4. Neda ha detto:

    Di Tolstoj, più che aver letto, ho visto le varie riduzioni cinematografiche, sia di Guerra e Pace che della Karenina (ne ricordo una in particolare con la Garbo, in bianco e nero). L’unico che ho letto è “I cosacchi” un racconto lungo.
    Buona notte.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Infatti, Tolstoi è stato tradotto in film fin dagli inizi della storia del cinema, e i due titoli in questione hanno avuto addirittura più riprese nel tempo. D’altronde sono storie universali e grandi e potenti, dove c’è spazio per ogni sentimento e figura umana.

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  5. lilasmile ha detto:

    Ciao Guido. Credo che indubbiamente sia un bellissimo libro. Ho un po’ paura anche io di questi grandi classici ma a volte basta farsi lasciar prendere…grazie!

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ciao, Lila. Sono contento di ritrovarti perchè ti immagino… tutto ok, vero?
      Fammi sapere, basta un sì o un no o un ni. L’istinto però mi propende per un sì 🙂
      Lo è, lo è un bellissimo libro. Non aver paura, scoprirai che è molto più facile e vero e caldo di tanta fuffa attualmente in giro, cervellotica, di autori che mi sa tantoi che siano “strafatti”. Te le consiglio vivamente, sicuramente lo trovi anche gratuitamente in qualche libreria pubblica o in Internet essendo i diritti d’autore scaduti, ci sono sicuramente delle edizioni economiche. Io l’ho ebook e lo leggo sul reader (Kobo) per cui ho la grandezza dei caratteri a mio piacere da non uccidermi la vista!:-)

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  6. alessialia ha detto:

    A volte ci si avvicina a questi grandi enormi grossi classici con diffidenza… chissa perché per forza bel nostro immaginario sono dei mattoni senza fine e tempo… boh! Magari invece son molto pii attuali, scorrevoli e coinvolgenti di tanti contemporanei… mi piace molto il tuo modo di parlare di libri!

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  7. gelsobianco ha detto:

    “…questo gran libro che di datato ha solo i vestiti e i riti sociali ma non il cuore.”
    Sì, parlerai ancora di questo capolavoro.
    E sarà un piacere cogliere ciò che scriverai… con il tuo cuore.
    Ti sorrido
    gb

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  8. E’ un grande libro, l’ho amato tantissimo quando avevo vent’anni e leggevo “i russi” come diceva la mia prof; e lo amo ancora. Mi piace ogni tanto riprenderlo e leggere certi brani…. hai fatto una buona scelta! Ultimamente ho letto “Amiche di penna” scritto da due professoresse di Napoli che si inventano una corrispondenza epistolare tra Anna Karenina e Emma Bovary. E’ una lettura piacevole. Se vuoi la trovi sul mio blog. Aspetto di leggere le tue prossime “puntate” di lettura. Ciao, Pina

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Grazie per la segnalazione di “Amiche di penna”. Immagino sia davvero piacevole lo scambio epistolare immaginario in questione, fatto poi da due donne riguardo altre due donne penso ne risulti un’analisi molto pertinente e appropriata.
      Quanto al libro di Tolstoi, capisco le tue riletture. Anche perchè come dice l’amica blogger Paola, il passare degli anni consente di assaporare e capire maggiormente i valori insiti in un buon libro.
      Circa le mie prossime “puntate” di lettura, mi sto inoltrando, in lotta con l’orologio, perchè il coinvolgimento è tale che… è un attimo che mi ritrovi alle ore piccole con l’assillo del risveglio atroce al mattino.
      A presto, Pina.

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