Da «URSULA JONES E IL MISTERO SUMERO», romanzo, e-book, Guido Sperandio

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Il telefono aveva svegliato Ursula Jones in piena notte. Una voce l’aveva assalita: – Devo vederla. SUBITO!

La donna aveva appena fatto in tempo a riconoscere l’accento tedesco di Theodor Kosimus, che il professore aveva riattaccato.

Incuriosita, si era imbarcata sul primo aereo per l’Europa.

Stavolta, il professore aveva aperto la porta del tutto: l’aveva spalancata. E aveva salutato Ursula calorosamente: – Mia cara giovane, valorosa amica!

La giornalista era restata stupita dall’affettuosità.

– Le tavolette sono autentiche! – le aveva sorriso il professore. – E sono riuscito a decifrarle.

– Cosa dicono?

– Ci troviamo davanti a UN CASO. La più clamorosa scoperta archeologica mai avvenuta dal tempo di Sir Leonard Woolley.

– E chi è?

– Colui che, alla testa di una Joint Expedition, ha sistematicamente scavato l’antica città di Ur, dal 1922 al 1934. Una delle sue più grandi scoperte fu quella delle tombe reali. Ma le nostre tavolette potrebbero rivelarsi più importanti.

– Uno scoop!… come si usa dire in gergo giornalistico – Ursula Jones già si vedeva in televisione a presentare professore e tavolette.

– Ur… – aveva ripreso Kosimus – era già citata nell’Antico Testamento col nome di “Ur dei Caldei”. E’ stata la brillante capitale di dinastìe a partire dall’inizio del Terzo Millennio avanti Cristo…

– Ur, dove si trovava esattamente?

– Nell’attuale Iraq, dove ora sorge la città di Muqayyar, o Mugeyer, che significa la collina del bitume. La zona, come lei sa, è ricca di petrolio, di cui il bitume è un derivato.

Per quanto rotta ad ogni genere e tipo di esperienza, la giornalista non aveva potuto evitare di emozionarsi. Sommersa dal mare di notizie, aveva cercato una sedia per mettersi a suo agio e recuperare. Era anche stanca per il viaggio, e per la differenza di fuso orario. Ma poi, l’idea di sedersi su uno strato di polvere e sporcizia, l’aveva convinta a resistere, in piedi.

Kosimus si era accesa una gigantesca pipa, e una nuvola di fumo, denso e acre, aveva avvolto la giornalista. Ad aumentare il suo supplizio. Nella disperata ricerca di una via di scampo: – Perchè non usciamo? – disse Ursula Jones. – E’ ora di pranzo, potremmo continuare il discorso tra un boccone e l’altro, in qualche posticino simpatico e tranquillo.

– Non esistono più posticini simpatici. Tantomeno tranquilli – borbottò il professore. – Se proprio non ce la fa più, per la fame, posso offrirle una mela. Ne ho di là una bella scorta. Me le faccio arrivare dalla campagna direttamente da un tale che le cresce senza pesticidi e tutte le porcherie chimiche del giorno d’oggi.

Ursula Jones si era trattenuta dall’urlare.

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2 risposte a Da «URSULA JONES E IL MISTERO SUMERO», romanzo, e-book, Guido Sperandio

  1. Viaggiando con Bea ha detto:

    Veramente intrigante. Ciaoo

    Liked by 1 persona

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