Da «AMORI E BARRICATE», Guido Sperandio, romanzo, e-BOOK

Ho un tetto e un letto. Non più di paglia, come quello in cui dormivo a Saint-Martin. E, soprattutto, mangio. Regolarmente, a sufficienza. Perfino frutti esotici. E dolci. Anche.

Accompagnati da buon vino. Della migliore provenienza, e qualità.

La dispensa è ben fornita, e non importa se dolci e vino sono avanzi dei sontuosi pranzi offerti dal signor Voltaire ai più bei nomi di Parigi.

La tabacchiera è la chiave che mi ha aperto le porte a un nuovo mondo.

Con questo, non erano tutte rose e fiori. Non mancavano le spine. La più grossa, Madame Margot.
Era grossa in ogni senso. Tonda. Una botte.

Mi ciabattava sempre attorno (ingombrante), le mani sui fianchi, gli occhi piccoli e feroci.

Di nome faccio Benjamin, lei accorciava in «Ben». Tutto tempo guadagnato a torturarmi:

«Ben, spacca la legna.»

«Ben, controlla l’olio nelle lampade.»

«Ben, fa i letti, l’ultima volta non hai tirato bene le coperte.»

«Ben, accendi il camino nelle stanze.»

«Ben, ti sembra di avere pulito?» e io giù sulle ginocchia daccapo a strofinare il pavimento.

Ben, e Ben, e BEN!!!

La detestavo.

Era peggio di una botte: era un incrocio tra una balena con un can mastino.

← per tornare all’inizio (home)
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...