Da «UN BANCARIO IN ESUBERO (Quel venerdi’ alla 54)», Guido Sperandio, e-Book

Il caso della 54
1.
L’Agenzia 54 del Banco Nazionale di Credito si affaccia su una piazza, ne occupa un angolo, e si estende sull’intero piano-terra di un palazzo di otto piani. Il quartiere è di media periferia, e la caratteristica dell’Agenzia è di non averne. A guardarla nessuno immagina che quell’insegna anonima e grigia possa avere avuto i suoi attimi di notorietà.

Un certo venerdì si era svolto lo sciopero nazionale dei bancari e il lunedì seguente, al rientro, il personale della 54 aveva rinvenuto una pistola abbandonata ai piedi di una scrivania. Erano accorse le Volanti e gli agenti avevano accertato fori di proiettile nell’ampia vetrina sulla strada. Non solo. Quel lunedì non s’era ripresentato un impiegato, certo Ferrari Giuseppe. Uscito di casa il venerdì, se ne era persa ogni notizia. Alla moglie, sorpresa e distrutta, non era restato che denunciarne la scomparsa.

Fino a quel momento la banche erano state oggetto soltanto di rapine e l’anomalia della 54 aveva sollevato un polverone di ipotesi e domande. Le bombe erano segnali? Ma da parte di chi? Tornavano gli Anni di Piombo? Era in atto una nuova strategia della tensione? C’era dietro un’organizzazione o era soltanto l’iniziativa di qualche cane sciolto? Qualcuno strumentalizzava il braccio di ferro tra lavoratori e banche originato dagli esuberi in corso?

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