Da «UN BANCARIO IN ESUBERO – L’enigma dell’Agenzia 54», Guido Sperandio, romanzo, e-Book

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1.
Un mezzo toscano tra i denti, il Commissario era arrivato all’età della pensione, c’era ormai dentro con un piede, ma non si decideva a compiere il salto “perchè (diceva) non ho nipotini da portare ai giardinetti”.

A chi gli ricordava che aveva pur sempre una moglie, a cui era ora di fare compagnìa dopo trent’anni e passa trascorsi dietro ai delinquenti, il dottor Stegher evitava di rispondere.

Il Commissario era stato convocato dal Questore. “Stegher (gli aveva detto il Questore), è per quell’agenzia.”

“La 54 del Banco Nazionale di Credito?”

“Appunto, serve un rapporto circostanziato sul personale, a cominciare dalla figura di quel… accidenti, non mi viene il nome… parli con l’ispettore La Rossa, che ha il fascicolo.”

L’indagine aveva investito un team composito di investigatori scelti, a ciascuno dei quali era stato assegnato un tassello. “A me, tanto per cambiare, è toccata la parte del padre confessore” si era detto il dottor Stegher, lasciato il Questore. Non che la cosa, al punto in cui era, potesse disturbarlo. Aveva la nomea del pensatore, del filosofo, e a questo proposito usava commentare: “Studio la vita. Solo che più la studi e meno la capisci.”

La garanzia che forse l’aveva ben capita.

Aveva incrociato l’ispettore La Rossa, sulla porta, mentre usciva.

“L’agenzia è stata incendiata…” La Rossa non aveva perso tempo.

“Dolo?” il Commissario.

“Sembrerebbe. Il fuoco è stato appiccato, pare, dall’interno. Il fatto è che quel giorno c’era sciopero e alla 54 non avrebbe dovuto esserci nessuno. A meno che qualcuno non sia andato lo stesso a lavorare.”

“Sospetti?”

“Un impiegato dell’agenzia risulterebbe irreperibile…”

“E i famigliari?”

“La moglie appare sconcertata e sconvolta. Si è fatta carico di segnalare qualsiasi telefonata o notizia del marito…”

Il comunicato, diffuso dagli inquirenti, si era limitato a indicare che le indagini sarebbero state svolte in ogni direzione.

Rifletteva, in effetti, la sorpresa e lo sconcerto. I sospettati potevano essere in-numerevoli.

Da parte dei media, prevaleva l’ipotesi di matrice terroristica. Anche se c’era  chi tendeva a vedere lo zampino di qualche movimento di cani sciolti, non ne-cessariamente politico o con schemi ideologici attendibili. Ma c’era anche chi non disdegnava di paventati scenari più ampi con implicazioni, perchè no, in-ternazionali.

D’altronde, esistevano i presupposti per un attentato o un gesto comunque clamoroso. Il braccio di ferro dei lavoratori con le banche, impegnate a sfoltire, si prolungava da tempo.
Le dismissioni, partite striscianti, mascherate, non erano riuscite a superare il nodo dello scontro.

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