Da «LA FIDANZATA ALBANESE – Quei ruggenti Anni Novanta», Guido Sperandio

e62ed182-0a5f-44e4-936f-e59993004296

Paskal, come la volontà può l’impossibile.
Fin dal primo momento degli sbarchi, gli italiani rinfolocano storiche incomprensioni. Gli albanesi approdano e… sul molo non c’è  ad attenderli Armani.

Ricevono giacche e pantaloni troppo stretti o troppo larghi, quello che il convento passa, e la carità cristiana, si sa, non è una griffe.

Amaro destino quello dell’emigrante, commenta lo speaker alla televisione.

Paskal conferma: “Pazienza Armani, ma anche l’hotel… le stelle le aveva ma in cielo. Mancava il tetto. In compenso, ho imparato subito parecchio. Per esempio, che le strisce pedo-nali le fanno apposta per dare la precedenza alle auto. E che i calabresi sono i più ospitali. Ti rapiscono pur di averti. Certo che vedere tutti quei negozi con appesi tutti quei prosciutti! Una volta ho puntato il coltello a un salumaio: ‘E adesso dammi del maiale!
Ho scoperto che noi albanesi non eravamo gli unici stranieri. Tutti sbarcavano in Italia. Mancavano solo gli aborigeni dall’Australia, anche se mi è capitato di vedere un tale sull’Appennino che, in assenza di canguri, lanciava il boomerang ai polli.
Con la giustizia italiana è stato un gioco. Tutte le volte che mi fermavano davo un nome differente. Mi hanno portato davanti a un giudice ma il giudice non sapeva con che nome condannarmi. Mi ha rilasciato. L’ultima volta, però, mi sono scocciato di essere fermato. Quando mi hanno chiesto: ‘Generalità?’, ho risposto: ‘Macaluso Salvatore’. Era il nome del giudice. Mica si poteva autocondannare!”

Paskal spiega come è arrivato a farsi una posizione: “Al mio paese, chi ha una pecora è ricco, ma il mio sogno era avere un gregge. Contavo le pecore per addormentarmi.”

Appena in Italia, il primo pensiero di Paskal è realizzare il proprio sogno e le multinazionali del crimine sembrano create apposta.
Senonchè non hanno lo stile delle multinazionali che il crimine lo perpetrano ma nel rispetto della legge. Nonostante i budget siano ugualmente miliardari, non hanno gli stessi lussuosi uffici con moquette nè le stesse sofisticate segretarie poliglotte dal guardaroba insinuante-malizioso.

L’incontro di Paskal con la sua multinazionale avviene in un baracchino delle angurie. A ricevere Paskal c’è un uomo che sta succhiandone una fetta. Il coltello nella mano, ancora gocciolante, rosso sangue. L’uomo ha la pancia che straripa dai calzoni e la maglietta X-large, per colpa delle dimensioni della pancia, gli arriva a malapena a metà stomaco. Paskal ha la sensazione che l’uomo lo stia sbirciando attraverso l’ombelico, l’ombelico dell’uomo ha un ciuffo di peli che gli fanno da ciglia: ha l’aspetto di un vero e proprio terzo occhio.

← per tornare all’inizio (home)

4 risposte a Da «LA FIDANZATA ALBANESE – Quei ruggenti Anni Novanta», Guido Sperandio

  1. lacantatricecalva ha detto:

    E’ incredibile! mai avrei immaginato di divertirmi tanto aprendo pagine su pagine dei blog più bizzarri, strani, divertenti, seri e semiseri. Mi diverto un mondo. Approdo per caso qui e … posso permettermi? questo modo leggermente demenziale di scrivere e descrivere le storie mi affascina e mi prende. Ok, domani passo in libreria, voglio il seguito.

    Mi piace

  2. memoriedalpo ha detto:

    molto esilarante …e complimenti per la tua scrittura, farò il possibile per poter eggere le anteprime di tutti, penso che qualcuno andrebbe bene per i bambini della ns biblioteca 😉
    sei tra i miei preferiti

    Liked by 1 persona

  3. Guido Sperandio ha detto:

    Tra i vari titoli ce n’è parecchi per bambini. A cominciare da «Io, Falco Arturo» per i più piccoli, e crescendo, di anno in anno, c’è praticamente un titolo fino all’adolescenza.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...