Da «Il detective che amava le donne – IL CASO DEL DIAMANTE», carta ed e-Book, Guido Sperandio

COPERTINA_3 (2)
Non sono un Philippe Marlowe… – Frank Sisti non faceva che rimuginare – Non sono un Philip Marlowe nè un Maigret o un Pepe Carvalho o un Montalbano o un chissà chi del diavolo.

Aveva appena lasciato l’avvocato Mayer e camminava di buon passo, doveva sfogare la tensione.

Aveva raggiunto la fontana davanti al Castello. Sentiva la necessità di parlare con qualcuno, pensò ad Ari.

Non poteva essere altrimenti.

Ari, come lui chiamava Arianna, era la sua fidanzata del momento, la più recente.

«Di giovane non ho altro» lui usava scherzare.

Anche se Ari non era più una pollastrella.

Li scambiavano spesso per padre e figlia, con gran divertimento di Sisti Francesco in arte Frank.

Lei aveva esattamente ventiquattro anni, otto mesi e ventitre giorni meno di Sisti quando lui le aveva proposto di mettersi insieme.

Lei aveva declinato.

Gli aveva detto che un amore si può condividere benissimo anche senza metterne le puzze in comune.

«Ti amo, ma è più forte di me: sono claustrofobica. Devo avere attorno spazi aperti» lei gli aveva detto dall’alto della sua non disprezzabile statura, accentuata da tacchi a spillo, trampoli, dai quali fosse caduta, si sarebbe sfracellata.

Lui – fisico compatto, pipa e baffoni che resistevano biondi a dispetto dell’età – aveva annuito.

Lieto anzi di poter contare su un rapporto dalla distanza regolabile, apri e chiudi, come un rubinetto.

L’amore è parola generica che contiene mille tipi diversi di rapporti. A loro volta, interscambiabili. Mutevoli al mutare degli umori, delle esperienze e dei momenti e del passar del tempo. E questo si era rivelato il classico caso in cui essere divisi significava vivere più uniti.

L’attesa era ogni volta struggente e nel contempo eccitante.

Era proprio l’attesa a rendere meraviglioso il momento dell’incontro, prezioso e più intenso.

C’era poi sempre la possibilità di dirsi: «Ti amo, mi manchi», ogni qualvolta veniva di dirlo, qualsiasi fosse l’ora, del giorno o della notte. L’invenzione del cellulare sembrava fatta apposta.

Mi manchi, ho bisogno di vederti: Sisti messaggiò Ari.

La risposta gli arrivò istantanea: Anche tu mi manchi,vengo appena libera, bacio-bacio-bacio.

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