Da «LEI CHE SI SCRIVEVA e altre brevi storie metropolitane», e-Book, Guido Sperandio

Lei che si scriveva

 L’insolito messaggio in insolita bottiglia

La bottiglia, stavolta, non arriva dal mare.

Stava allineata sullo scaffale di un supermercato. E non era la classica di vetro, come da copione. Ma di plastica. Spessa. Opaca.

Era anche king-size, molto capiente.

Il contenuto non appariva visibile. Ci si doveva accontentare di quanto diceva l’etichetta. Scritte sparate, colori esorbitanti, la promessa di sfiziosi frutti tropicali, di sensazioni inusuali.

Un’anziana signora (vecchietta golosa) aveva asportato la bottiglia, attratta dall’insolito esotismo e, a casa, si era affrettata a svitare il tappo.

Non ne era uscito nettare alcuno.

Infilato lo sguardo dentro la bottiglia, l’anziana signora (vecchietta golosa) aveva scoperto un foglio arrotolato.

Da tempo ci si era abituati a ritrovamenti sorprendenti.

Scarafaggi surgelati come crostacei dentro la paella.

Topolini lievitati dentro le pagnotte.

Candeggina al posto dell’acqua minerale.

Ma un foglio… Un A4 arrotolato e scritto, fitto-fitto, a mano!

L’anziana signora (vecchietta golosa) aveva cambiato due o tre paia di occhiali prima di trovare quelli giusti, e immergersi nella lettura dell’A4.

L’allettava l’idea di avere vinto un qualche premio. E che quella fosse una forma inedita di comunicazione al fortunato acquirente. («Cosa non ti inventano ormai al giorno d’oggi!»)

Ma, letto e riletto, furiosa, s’era sfilata le ciabatte e rimessa le scarpe, e precipitata. Dal direttore del supermercato.

«Io ho pagato per avere un succo! Non delle pazzie, scritte da chissà chi e pure male!».

Già.

Perché tutta quella processione di parole, come formichine, una in fila all’altra, avrebbe potuto benissimo essere un incipit.

L’inizio di un racconto o di un romanzo.

La vecchietta fu all’istante risarcita. Con una confezione nuova. (Previo opportuno accertamento della veridicità del contenuto).

Restò il direttore. Con l’A4. A rigirarselo in mano.

Cosa fare?

Non era il messaggio di un qualche terrorista, non conteneva minacce o cose simili.

Non poteva neanche essere l’exploit di uno sfaccendato perditempo. In quell’epoca tanto cupa e nera, chi aveva più la voglia di scherzare?

Il direttore tornò a rileggere il foglio. La chiave del mistero doveva per forza essere lì dentro. Ma per quanto analizzasse, il testo suonava molto uguale all’ultimo libro da lui letto. (Era accaduto più di vent’anni prima, a scuola, e il titolo era… Il direttore ricordava soltanto la parola «sposi» e che il protagonista era uno sfigato, un tale Renzo, con la cotta per una tal Lucia.)

Dubbio insorgente: e se in quelle parole, fitte, apparentemente innocue fosse nascosto un codice segreto?

Era il comunicato cifrato di chissà quale organizzazione criminale?

Troppo grande la responsabilità, il direttore aveva coinvolto subito la Sede.

*

L’A4 finì alla DIGOS.

*

L’autore del messaggio in bottiglia non sarebbe mai venuto a galla se, nell’arco di un certo tempo, altri A4 non fossero apparsi, per la città, in varie confezioni di più supermercati.

La notizia dei ritrovamenti era stata tenuta accuratamente segreta.

Da parte dei supermercati, per non intaccare immagine e affidabilità.

Da parte delle autorità, per evitare d’inquietare l’opinione pubblica.

Da parte degli organi inquirenti, per tutelare la delicatezza delle indagini.

Ma, a far emergere l’iceberg, fu lo stesso reo, colpevole confesso.

Dichiaratosi con tanto di firma, nome e cognome, indirizzo e cellulare.

Scrisse a un giornale, subito ripreso dal coro d’agenzie: «Erano anni che mi vedevo rifiutare il manoscritto, e sono decine e decine gli editori che ho interpellato. Cos’altro potevo fare perché qualcuno finalmente mi leggesse?».

Per favore, gente! Non chiamiamola follia.

← per tornare all’inizio (home)
Annunci

19 risposte a Da «LEI CHE SI SCRIVEVA e altre brevi storie metropolitane», e-Book, Guido Sperandio

  1. Anira ha detto:

    Fantastico!
    Mi piace tantissimo ciò che scrivi, hai talento da vendere, davvero.

    Liked by 1 persona

  2. Guido Sperandio ha detto:

    Un doveroso grazie, buon lavoro, Anira, e a presto! 🙂

    Mi piace

  3. elisabetta19MR ha detto:

    Superbo! E’ ciò che capita agli scrittori di valore…uno di questi fu Proust. Pensa invece se si fosse chiamato Ameli invece di Marcel., come gli sarebbe andata bene! ( cattivissima boutade!)

    Liked by 1 persona

    • Guido Sperandio ha detto:

      Boutade perdonata, ci mancherebbe!
      Sapevo di Proust e la casistica è fertile di casi clamorosi.
      Il primo che mi viene in mente: Doris Lessing. Mandò un manoscritto all’editore presso il quale da tempo era accreditata, ma quella volta si prese lo sfizio di inviarlo come Jane Somers, e fu respinto. Lo rimandò come Doris Lessing e fu regolarmente pubblicato. Ed ebbe successo e io, tra l’altro lo lessi, e ti dico anche che è un bel libro. 🙂
      PS: Sono intenerito, commosso dalla tua solerzia. Scusa la confidenza, ma non posso trattenermi da un lungo abbraccio 🙂

      Liked by 1 persona

  4. elisabetta19MR ha detto:

    l’indirizzo e-mail è quello del profilo?
    (Non riesco a trovare su Ibs alcuni tuoi titoli..chiesto delucidazione su tua mail)

    Liked by 1 persona

  5. Lady Nadia ha detto:

    Oh, pensavo fosse una recensione… ora leggo ! Deformazione professionale.

    Liked by 1 persona

  6. Lady Nadia ha detto:

    Ecco letto. Ma lo sai che mi avevi quasi fregato?
    Mi piace questa ironia, perchè è così che vanno le cose. Vedi? Anche io ti ho letto pensando fosse una recensione, allora ha funzionato.
    Corro a stampare i miei scritti ( faccio prima) e mi dirigo a tutta birra al supermercato.
    Magari funziona. No, meglio in farmacia!
    Forte!8

    Liked by 1 persona

  7. Lady Nadia ha detto:

    Boh. Sarò tonta? Solo un pochino… si, soltanto un pochino… su questo blog…
    …vado a vedere.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...