Da «DETECTIVE OSSODURO, MISSIONE NATALE – Help! Dov’è finito Babbo Natale con le renne?», mini-romanzo, Guido Sperandio, e-BOOK

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Basta.
Era il mio ultimo giorno in Polizia.
Avevo appena restituito pistola e distintivo al capo.
Di solito, quando gli dicevo: – Ho maturato la pensione, mi ritiro – , il capo sghignazzava e commentava: – Figurarsi, proprio tu, Ossoduro. Il mastino più mastino d’America, il cane-poliziotto più famoso a Big Bang City: come ti chiamano tivù e giornali. Mi sembra di vederti giocare coi nipotini ai giardinetti. Lontano da qui, non ce la faresti a resistere un giorno. TANTO VALE CHE RESTI – il capo troncava.
Trovava sempre una buona ragione per impedirmi di andare. Stavolta, però, ho tenuto duro.
L’ho piantato.
Do un’ultima occhiata alla mia vecchia sgangherata scrivania.
L’accarezzo: – Sorellina, addio.
Fuori la neve cade lenta. Manca poco a Natale.
I fiocchi sono arrivati in tempo per fare del Natale una bella cartolina.

Notizia-Bomba.
– Oss! – una voce mi riscuote.
E’ Nick. Il mio secondo di pattuglia. E’ fresco di Scuola di Polizia, è un pivello, e adesso mi aspetto che mi saluti in lacrime.
E’ un tontolone, e certe scene non mi vanno.
Invece.
Nick è per niente commosso. Anzi. E’ eccitato: – Sai l’ultima? Babbo Natale è sparito.
Nick sembra quasi contento.
E’ come tanta gente. Più un fatto è orripilante, più pare goda. Ci fa dentro.
– Raccontala a un altro – ringhio.
E’ una notizia inverosimile. Troppo. Ma vedo il capo, che mi assale: – Detective Ossoduro! Riprenditi pistola e distintivo. Ritrova Babbo Natale. A rischio di rivoltare la città fin dentro nei tombini.
Dunque, è vero.
Non posso tirarmi indietro, a questo punto.
Mi infilo in bocca un ossicino aromatizzato all’essenza di pollo.
E’ il mio modo – quando sono nervoso – di fumare.

Buio.
Nella mia lunga carriera ne avevo viste e sentite. Ma questa era grossa. Natale senza Babbo Natale!
Mi aveva preso una gran tristezza.
Cammino avanti e indietro, mi domando: come può essere successo. Mi infilo in bocca l’ennesimo ossicino. Ho finito l’intero pacchetto nel giro di un istante.
– Ehi, Oss! Non dovevi essere in pensione. In braghette, in spiaggia, al sole della Florida? – Nick ride. Anzi, sghignazza.
Gli rispondo: – Invece sono ancora il tuo capo-pattuglia e l’ordine è: chiudi il becco. Ho l’impressione che, negli ultimi tempi, sia troppa la gente che sghignazza. Se è una moda, lo stesso, non mi va.
Afferro al volo una mosca.
L’intenzione è di far vedere a Nick cosa può succedere a chi, come lui, ronza troppo.
Ma rifletto: povera mosca.
Per quanto piccola e poco considerata, è pur sempre un essere vivente.
– Vai! – allento il pugno.
La mosca vola via. Felice.
L’invidio.
Vorrei, in questo momento, essere al suo posto.

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