Ciao, Liz

Non potrò più accarezzarti.

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67 risposte a Ciao, Liz

  1. Enri1968 ha detto:

    Caro Guido, un abbraccio.
    Ciao Liz.

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  2. Lilly ha detto:

    Piccoli pezzi di cuore che vanno via con loro. Non tutti capiscono.
    Ciao Liz,
    Un caro saluto Giudo.
    (Ogni tanto, in silenzio, ti vengo a trovare)

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  3. Volpinablu ha detto:

    Che grande tristezza e che grande vuoto lascia un esserino come un gatto…. un caro abbraccio…

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  4. Paola C. ha detto:

    Oh no!!! Mi dispiace moltissimo Guido! Un abbraccio! 😦

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  5. vaninarodrigo ha detto:

    Mi dispiace Guido…

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  6. Alessandra ha detto:

    Gudio, mi dispiace! Mi uniscoagli abbracci, pur sapendo che non consolano.

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  7. Pendolante ha detto:

    Quanto mi dispiace. Do cosa significa… un abbraccio

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  8. Giorgiana Bratu ha detto:

    Mi spiace…
    Un abbraccio Guido.

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  9. theredfashion ha detto:

    Mi spiace da morire…

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  10. maratrufelli ha detto:

    l’ho letto ora..mi spiace tanto..ciao micetta

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  11. gelsobianco ha detto:

    Ti abbraccio in un silenzio partecipe, Guido
    gb

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  12. Mi dispiace Guido…
    Io ho due micioni… e l’idea di perderli non la voglio neanche prendere in considerazione.
    Sono degli amici indiscreti e silenziosi in grado di dare un affetto infinito! ❤

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Proprio come dici, e perciò godi della loro compagnia vivendo il momento, l’ora e qui, in ogni caso devo dirti che, superato il primo momento, mi è restata una sensazione piacevole di pacata serenità, infatti i ricordi sopravvivono continuandone la presenza, rendendola… concreta.

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  13. quasi40anni ha detto:

    Ciao Guido, un abbraccio grande. Dicono i gatti abbiano 7 vite, ma io non ho mai più ritrovato il mio Serafino negli occhi di nessun gatto. Nei miei ricordi è sempre lì invece.

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  14. Riyueren ha detto:

    Leggo ora. Mi dispiace tantissimo. Sono ricordi che nessuno potrà mai cancellare. Ancora oggi, se sapessi quanto mi manca Mir. E non so nemmeno che fine abbia fatto. Ti abbraccio,Guido. E spero che al Ponte dell’arcobaleno siano ad aspettarci.

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  15. Neda ha detto:

    Un bravissimo illustratore toscano, Giovanni Cera (ciuccio51 in Flickr) ha immaginato il paradiso dei gatti:
    The heaven of cats

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  16. alessialia ha detto:

    E mannaggia guidino….
    Un abbraccio…
    Liz starà a fare lo scivolo sull’arcobaleno con gli unicorni, salta sulle nuvole e si dondola dalle stelle!

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  17. tommasoaramaico ha detto:

    Ho preferito aspettare un po’ di tempo prima di condividere con te una piccola storia, per quello che in fondo può valere. C’era una volta un gatto di nome Pepe – in onore di Pepe Carvalho, personaggio di Montalban. Pepe, ad un mese dalla nascita, era stato rifiutato dalla madre perché era talmente vorace da farle male mentre ciucciava il latte. Era un classico tigrato fatto per una vita avventurosa e rissosa, e così da splendido gattino era presto diventato una vera tigre. Un bellissimo maschio adulto che usciva di casa per i suoi affari, che sonnecchiava al centro del giardino per ribadire la sua signoria sulla casa e che al pomeriggio saltava sul davanzale del soggiorno ed entrava dalla finestra lasciata sempre accostata per lui. Capitava che tornasse ammaccato o che si assentasse anche per due o tre giorni. Ma trovava sempre qualcuno pronto a sincerarsi che stesse bene o che fosse lì alla finestra aspettando che rientrasse. E lui alla fine tornava e salutava con un verso che era sempre lo stesso e che faceva solo quando rientrava a casa. Era il suo modo di salutare. Pepe faceva il duro, per strada, ma a casa cercava ancora di infilarsi sotto le coperte e dormire ai piedi del suo padrone/sottoposto, tornando cucciolo. Poi, d’un tratto, Pepe è come svanito nel nulla e la finestra è rimasta inutilmente accostata per una settimana. Pepe non c’era più, senza poter sapere cosa gli fosse accaduto. Fine dei graffi, degli agguati, delle fusa, dell’ozio condiviso. Non c’era più nessuno cui dare il latte rilasciato dalla mozzarella di bufala, un moscardino al sugo, una fetta di melone…Come avrai intuito Pepe era il mio gatto. Il primo e l’ultimo. Animale metafisico e profondamente legato alla terra – come ogni gatto, del resto. Sono passati cinque anni, ma ricordo distintamente i sentimenti che hanno accompagnato quella perdita. ..per questo rispettosamente mi unisco al tuo saluto.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ti sono debitore di una risposta articolata.
      Innanzitutto, grazie per la solidarietà.
      Il secondo punto, last but not least, hai scritto un pezzo magnifico. E – consentimi l’impertinenza di un giudizio, che azzardo e del quale chiedo nel contempo venia per osarlo – questo tuo commento vale tutto un suo post, in evidenza: è uno dei tuoi più begli scritti.
      Meriterebbe non un meschino blog il cui destino è risaputo, è usa e getta – ma un posto d’onore nella migliore delle antologie, con le più belle firme accanto.
      L’ho letto e riletto, è un godimento, conservane la copia, complimenti!

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  18. mrsbean73 ha detto:

    Oh Guido caro, leggo solo ora, passando a trovarti! Mi spiace un sacco, un pensiero a te e alla tua Liz

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  19. lilasmile ha detto:

    Caro Guido, anche se in ritardo non posso che dirti che ti sono vicina. So anche io cosa vuol dire la perdita di un animale che amiamo. Ti abbraccio forte! Lila

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  20. lilasmile ha detto:

    Era luglio dello scorso anno quando ho perso la compagnia del mio fido amico Mozart, i nostri amici pelosi sicuramente hanno trovato un posto migliore dove stare a giocare tra loro.

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