Tutto quello che una COLF dovrebbe sapere ma che nessun sindacato le ha mai rivelato

Jonathan Swift è il noto scrittore anglo-irlandese autore de «I Viaggi di Gulliver». Ma non soltanto. Il suo spirito corrosivo l’ha portato ad affrontare temi quanto meno insospettabili sebbene sempre riconducibili alla società inglese del suo tempo.
Ma si dà il caso che se è vero che ogni epoca ha i propri riti, modalità sociali e costumi, e qui siamo in pieno Millesettecento – è altrettanto vero  che di fatto la natura umana mantiene immutati attraverso i secoli tratti fondamentali e debolezze.
Leggere per credere.

Jonathan Swift, Istruzioni alla servitù, Capitolo IX Istruzioni alla cameriera personale – Adelphi editore:
Se servi in una grande famiglia, e sei addetta personalmente alla signora, è facile che tu piaccia al signore, anche se non hai la metà della bellezza di sua moglie. In questo caso, spremilo coscienziosamente più che puoi; e non permettergli mai la più piccola libertà, neanche di stringerti la mano, se non ci mette una ghinea; così, per gradi, fallo pagare adeguatamente per ogni nuovo tentativo, costringendolo a raddoppiare in proporzione alle concessioni che gli fai, e sempre dibattendoti, e minacciandolo di urlare, o di dirlo alla signora, anche se accetti il suo denaro: cinque ghinee per farti toccare il petto è un affare vantaggioso, anche se fai mostra di resistere con tutte le tue forze; ma non accordargli mai il favore supremo per meno di cento ghinee, o di un vitalizio di venti sterline all’anno.
In questo tipo di famiglia, se sei bella, potrai scegliere fra tre amanti; il cappellano, l’intendente, e il cameriere personale di Sua Signoria. Il mio primo consiglio è di scegliere l’intendente; ma se per caso sei da poco incinta di Sua Signoria, devi metterti col cappellano. Il cameriere, dei tre, è quello che mi piace meno; perché di solito è vanitoso e arrogante da quando si è tolto la livrea di valletto; e se non gli vien dato un comando nell’esercito, o un posto di ispettore alle dogane, non ha altra risorsa che la strada maestra.
Debbo metterti in guardia soprattutto contro il primogenito di Sua Signoria:  se sei molto abile, hai qualche probabilità di trascinarlo a sposarti, e far di te una signora: se lui fosse un volgare libertino, se no è uno sciocco (perché dev’essere o l’uno o l’altro), ma nel primo caso, stai lontana da lui come da Satana, perché ha meno paura lui di una madre che Sua Signoria di una moglie; e dopo diecimila promesse, da lui non avrai nient’altro che una gran pancia, o uno scolo, e probabilmente tutt’e due insieme.

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34 risposte a Tutto quello che una COLF dovrebbe sapere ma che nessun sindacato le ha mai rivelato

  1. tommasoaramaico ha detto:

    Semplicemente splendido…nel suo pragmatismo che, di fatto, svergogna l’alto borghese che si finge nobile e che mi fa venire alla mente il “micio bello e bamboccione” di De Andrè.

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  2. Paola C. ha detto:

    Vabbe’ io sono di parte, ma lo humor inglese (con una punta di acidita’ ira;andese) e’ imbattibile! 🙂 🙂

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  3. Enri1968 ha detto:

    Mi associo ai commenti….’notte.

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  4. Alessandra ha detto:

    Post delizioso. Bello iniziare la settimana così, con tono ironico e corrosivo. E perché no, anche pragmatico, certo che sì. Sai Guido, cogliendo qualche significato tra le righe devo confidarti che mi ha fatto bene leggerti. C’è sempre qualcosa da imparare, soprattutto dai grandi del passato 😉

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Come no, nei grandi del passato c’è già scritto tutto quello che noi oggi siamo. Il nostro neo è dimenticarcene o pensare che il mondo incominci da noi adesso, distratti dai nuovi riti ed apparenze.
      Tre le righe, dici. Già, intuisco.
      Certi meccanismi, son sempre quelli, immutabili nei secoli.
      A presto! e che così veramente sia 🙂

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  5. lallade ha detto:

    Va bene tutto ma il cappellano no! Con quell’odore di incenso che impregnava i vestiti tanto se ne usava ai tempi, non mi sarei avvicinata per nessun motivo. (Ricordi di una vita precedente, semmai ti stessi chiedendo come faccio a sapere certe cose)😁

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Quest’ultima tua specifica è importante.
      Comunque, tranquilla, perchè prima di arrivare al cappellano con tutte le repellenze da te scrupolosamente citate, avresti dovuto essere cameriera personale di un Sua Signoria, poi essere messa incinta e cioè avergli concesso il favore supremo per non meno di cento ghinee o di un vitalizio di venti sterline all’anno… insomma, avresti dovuto scalare tutta una serie di passaggi che la tua a me ben nota pigrizia ti avrebbe impedito di compiere.
      Dimmi che non è così!

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  6. Neda ha detto:

    Fantastico!
    Mi hai fatto ricordare una poesia in cui Trilussa parla di sua nonna, la quale aveva rifiutato un brillante da uno spasimante e “quando l’aricconta, ancora ce se mozzica le mani”.
    A me, invece, da ragazza avevano insegnato a mollar ceffoni, sonori e a manrovescio, per fortuna capitò una volta sola.

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  7. 65luna ha detto:

    Il tuo essere ironico e coinvolgente mi affascina sempre! 65Luna

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  8. sara ha detto:

    Semplicemente fantastico ahahah. Il cappellano però proprio no ma…ricordo mia madre che mi parlava di certe cose ed eravamo in Sicilia. Sottile, stuzzicante verità!!!

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  9. gelsobianco ha detto:

    Impressive.
    Che genialità!
    🙂
    gb

    Grazie, Guido.

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  10. Il manuale della meretrice domestica 😛

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  11. quasi40anni ha detto:

    Se nella vita avessi deciso di fare la Madame di bordello, mi sarei rivolta a lui per qualche dritta

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  12. alessialia ha detto:

    Ma che spettacoloooo
    Dritto al punto!

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  13. mrsbean73 ha detto:

    Che meraviglia Guido! Da te si impara sempre qualcosa di nuovo e non è cosa da poco.
    Farò tesoro di questi consigli, possono sempre tornare utili 😉 Buona giornata!!!

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