L’Oscar del giallo

oscar-wildeChi non conosce Oscar Wilde? Lo scrittore e anche maestro di ironie pungenti e acute, e aforismi insuperati?
Oscar Wilde muore nell’anno 1900 e, a distanza di oltre un secolo, mai come ora è citato e in auge. Adesso ad accrescerne la fama c’è anche uno scoop: Oscar Wilde è stato pure un abile detective, Oscar Wilde ha dipanato intricate matasse criminali.
A riportarlo Gyles Brandreth nel suo «Oscar Wilde e i delitti a lume di candela», edit. Sperling&Kupfer:
Dalle memorie, finora inedite, di Robert Sherard, Francia, 1939 – Mi chiamo Robert Sherard, ed ero amico di Oscar Wilde. Ci conoscemmo a Parigi nel 1883, quando lui era un ventottenne già famoso e io un ventunenne piuttosto sconosciuto. 
………………………………………………………………………………………………………
Scrivo questo nell’estate del 1939. La data è giovedì 31 agosto. La guerra incombe minacciosa, ma per me non significa niente. Chi vince, chi perde: non mi interessa. Sono un uomo anziano adesso, e malato, e prima di morire ho una vicenda da narrare. Voglio terminare il resoconto, «finire il ritratto», meglio che posso. Come in una folta pineta ci sono vaste aree scure arse dal fuoco, così è anche per la mia memoria. Molte sono le cose che ho dimenticato, e molte quelle che ho cercato di dimenticare, ma ciò che leggerete nelle prossime pagine so che è vero. Negli anni della nostra amicizia io tenevo un diario del tempo passato insieme. Promisi a Oscar che per cinquant’anni avrei protetto il suo segreto. Ho mantenuto la parola. E adesso è giunto il momento in cui posso rompere il silenzio. Finalmente posso rivelare tutto ciò che so di Oscar Wilde e dei delitti a lume di candela. Devo farlo, perché ho la documentazione. Io c’ero. Io sono testimone.

Il libro in questione fa parte di una serie intitolata appunto a Oscar Wilde, detective. L’bioautore,  Gyles Brandreth, è a sua volta un personaggio. Creativo nel più ampio senso del termine, è scrittore talentoso di libri, per la radio e la tivù, per il teatro, dove pure ha recitato come attore – è speaker e infine anche politico, eletto con i conservatori al Parlamento inglese. Ha un sito web, un blog e twitta.
La particolarità e abilità di Gyles Brandreth è d’aver saputo sviluppare trame gialle perfette e ricreare un Oscar Wilde attendibile.  Ne riproduce fedelmente i percorsi e i luoghi frequentati, il famoso Club, e i vari dialoghi, attingendo dove possibile ai testi e alle battute originali. Ricostruzione strabiliante. Meticolosità nordica-anglosassone. Ne esce un Oscar Wilde più vero di quanto lo possiamo immaginare e con la nota esilarante che, per le sue indagini, si avvale anche del dottor Holmes, Sherlock Holmes.
Un divertissement intelligente che non può non piacere anche ai topi di biblioteca più esigenti e accaniti (e solitamente anche così barbosi e accigliati che non è poi tanto mica male se una volta tanto scappi loro di sorridere).

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36 risposte a L’Oscar del giallo

  1. Enri1968 ha detto:

    Caro Guido, prendo nota, non conoscevo questo “personaggio”.
    I gialli mi piacciono molto se sono scritti con classe e stile proprio. Mi riferisco a G. Simenon o A. C. Doyle.
    Mi hai incuriosito, grazie.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Simenon! Un narratore di razza. A suo tempo, ne lessi non so quanti titoli. Il tuo citarlo mi fa venire una voglia matta di rileggerlo. Su Simenon, devo trattenermi, perchè l’entusiasmo mi indurrebbe a parlarne per non so quanto. Tra l’altro, lessi anche una suo autobiografia, è stato un personaggio veramente singolare. Peraltro, scritta male, 🙂 la considero il suo peggiore libro! 🙂 Aggiungo solo, che Simenon è il maestro per cui – secondo me, quindi può essere discutibile – lo stesso Camilleri ha fatto senz’altro riferimento. Traducendo in siculo. Sostituendo Parigi e la provincia francese, con il mare e i fichi d’india di Sicilia 🙂
      Nota: ringrazio io te.

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      • Enri1968 ha detto:

        Senti Guido, se hai tempo e voglia mi piacerebbe leggere un tuo post su Simenon.

        Una scrittura squisita e appagante.

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      • Neda ha detto:

        Di Simenon su Maigret, ne possiedo, finora, 50 di titoli e hai ragione a dire che “anche” Camilleri ne ha preso spunto. Anche, perché molti sceneggiatori attuali di gialli che vedo in TV, sia italiani che stranieri, hanno colto a piene mani dai suoi romanzi e vedendo le fiction (o come cavolo si chiamano) spesso ricordo gli episodi che ho letto, anche se con le dovute varianti, le “citazioni” sono così evidenti che mi meraviglio che non venga in mente a alcuno di citarli per plagio.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Di Simenon ero arrivato a contarne una trentina, appartengono ai miei vent’anni, e il seguito di vita li ha dispersi – quanto alle citazioni e ai plagi… Ormai nel caos di media, e moltiplicarsi di canali e strumenti tecnologici e quindi di autori, e di fame e consumo di contenuti, chi controlla più cosa? C’è spazio per tutto e per tutti. È un momento particolare. Chi vivrà, vedrà. Facciamoci gli auguri. 🙂

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  2. Paola C. ha detto:

    Vista la mia venerazione per Oscar Wilde, anni fa, in un’altra vita e in un alteo blog, Un certo Sig. Ebby mi raccomandò questo scrittore. Grazie caro guido, nel frattempo ho letto tutti i suoi gialli: delightful! 😄😄😄

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  3. 65luna ha detto:

    Lo adoro, grazie per l’informazione. Buona giornata,65Luna

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  4. Pupazzovi ha detto:

    Mi hai incuriosito……

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  5. alessialia ha detto:

    maddai…. che idea… bello “rivisitare” passami il termine, in questo modo un grande wilde!
    ciao guidinoooooooooooooo

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  6. Neda ha detto:

    Ciao Guido, grazie per la dritta. Mi piacciono i gialli. Non conosco questo autore, ma Oscar Wilde sì. Mia madre mi regalò una raccolta delle sue commedie quando avevo 10 anni (c’era anche la Salomé tradotta in francese, pensa te)
    L’abbinamento giallo-scrittore famoso è interessante, ho letto anche i gialli di Giulio Leoni che ha fatto diventare detective Dante Alighieri. Poi ci sono i gialli storici, come quelli di Ellis Peters, di Danila Comastri Montanari.
    Chissà che dirà il caro Oscar nella tomba, magari si sta facendo un paio di risate.
    Io mi vado a cercare i libri.
    Ciao, buon pomeriggio.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      I gialli, specialmente dal classico schema, sono sempre lettura coinvolgente e gradita. Amo molto anche i cosiddetti “Hard boiled”, il gruppo degli americani Anni 20-40: Raymond Chandler, Dashell Hammett ecc. – Quest’ultimo aveva una scrittura rigorosa, ci sono frammenti da antologia.
      Mi riveli una chicca: l’esistenza di un Dante, detective. Curiosità-pettegolezzo: chissà se il detective Dante ha preceduto o seguito Wilde, se ka creazione dei due è una combinazione o uno ha ispirato la nascita dell’altro… 🙂

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      • Neda ha detto:

        I copyright di Leoni sui tre titoli che ho io della serie con Dante protagonista, sono dal 2000 al 2005. Il quarto giallo ha per protagonista Pico della Mirandola, è del 2009.
        Brandreth è del 48, come me, e i titoli su Wilde partono dal 2007, può essere che non abbia neanche mai sentito parlare di Leoni. Del resto, molto spesso il romanzo storico viene costruito su un fatto clamoroso, un mistero, un giallo. Lo hanno fatto Maria Bellonci, Bruno Tacconi, Michener , Mika Waltari e altri.

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Allora è probabilmente una combinazione. Si formano certi climi per cui capita che più d’uno li capti. Nel campo della creatività succede spesso. Concordo con te.
          (Maria Bellonci e Miko Waltari 🙂 ricordo il loro successo a suo tempo!)

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          • Neda ha detto:

            La Bellonci una grande storica che ha romanzato poco i suoi testi. Waltari un archeologo con alcuni romanzi storici da cui sono stati tratti film come alcune versioni di Sinuhe l’egiziano. Bruno Tacconi, medico, ha scritto una dozzina di romanzi storici, che riguardavano alcune epoche del passato e che avevano come protagonista un medico, quasi la storia della medicina attraverso i secoli. Tra l’altro, il primo libro “La verità perduta” è una versione, neanche tanto nascosta, del Sinuhe di Waltari.
            Michener, fra le altre cose, ha scritto The Source, La fonte, tradotto anche in italiano: uno scavo archeologico in un tell di Israele e storie collegate fra loro ricavate dai vari strati archeologici, dall’età della pietra ai giorni nostri. Anche da questo volume sono state tratte molteplici sceneggiature per vari film.

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            • Guido Sperandio ha detto:

              Complimenti! Perchè già avere letto ed esserne a conoscenza, ci vuole anche la buona memoria…

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              • Neda ha detto:

                Leggo ancora molto e, quando li trovo, in lingua originale, alternando i libri e gli argomenti. Intendo dire che, di solito, leggo tre, anche cinque libri in contemporanea e in quattro lingue diverse, passando da uno all’altro, questo aiuta molto la memoria e poi, mentre scrivo, se mi viene un dubbio, c’è sempre Wiki ad aiutare…..Leggo solo dopo cena, oppure, d’estate, passeggiando in giardino.
                In casa ho una bibliotechina che ha ormai raggiunto, se non superato, i 3500 titoli, poi c’è anche la biblioteca a pochi passi, ma mi piace possederli i libri che leggo e li compero anche nell’usato, non sempre posso permettermi di acquistarne di nuovi.
                Da ragazza ho fatto fuori un paio di biblioteche nei luoghi in cui ho lavorato per alcuni anni. Poi ho incominciato a comperarmeli i libri e c’è un autore che letteralmente adoro, è Fosco Maraini, il padre di Dacia. Credo di avere quasi tutte le sue opere. Anche Hemingway e Zola mi piacciono molto. Dei giallisti ho un centinaio di opere della Christie, Quasi tutte quelle della Peters, poi molte di Erle Stanley Gardner, Rex Stout, Lilian Jackson Braun, Conan Doyle e Camilleri. Quando trovo un autore che mi piace cerco di avere tutte le sue opere per poterle leggere in ordine cronologico e cercare di capire come si è evoluto nel tempo. Anche la poesia mi piace molto, da Lorca a Kavafis, dal Porta a Trilussa, passando per Baudelaire, Petrarca e Goethe….
                Ciao, vado a preparare la cena al mio Lui che sta già mugugnando perché “c’è la gatta sul fuoco”.
                Buona serata e buon appetito.

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                • Guido Sperandio ha detto:

                  Sono da parte del Lui, inutile dire.
                  (Nota: sei spaventosa!)

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                  • Neda ha detto:

                    Cena finita, piatti lavati.
                    Lui “ronchezza” in poltrona davanti alla TV: ha trafficato tutto il giorno nell’orto e in giardino.
                    Non sono “spaventosa”, un po’ strana sì: mi diverto a fare le cose che mi piacciono. Ho incominciato a leggere, per caso, a quattro anni e non ho ancora finito, di libri ce ne sono così tanti in giro.
                    Sul mio comodino, in questo momento ci sono: I tre giorni di Pompei di Alberto Angela, Pomodori verdi fritti ecc..della Flagg, Fahrenheit 451 by Bradbury, Pages choisies de Saint Exupéry, Die Legende vom heiligen Trinker vom Joseph Roth, i primi due li sto leggendo per la prima volta, gli altri tre sono riletture.
                    Dopo di ciò attaccherò una saga storica, in tedesco, di Jozef Ignacy Kraszewsky (Koenig August der Starke – Graefin Cosel – Graf Bruehl – Aus dem Siebenjaehrigen Krieg) dono di mio fratello che li ha trovati interessanti.
                    Speriamo non siano un mattone, già ne hanno la forma e il peso. Comunque, se si riveleranno tali, nessuno mi obbliga a leggerli.
                    Sono talmente appassionata della lettura che ho anche fatto la nonna di biblioteca per promuovere la lettura nei ragazzini delle scuole.
                    Ed ora chiudo, altrimenti divento un po’…..logorroica !!! Perdona l’invasione e lo sproloquio.
                    Ciao, buona serata.

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          • Neda ha detto:

            P.S. Credo che, forse, sia la Ellis Peters ad aver dato il via ai gialli per così dire storici ambientati nel passato. Il suo Cadfael, frate benedettino, gallese, ex crociato reduce dalla prima crociata, è stato tradotto in una serie televisiva conosciuta in tutto il mondo.

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  7. L'Irriverente ha detto:

    Questi giochi con personaggi e autori del passato sono esperimenti difficilissimi, da tentare in piena coscienza e con attenzione. Da come ne parli mi incuriosisce molto questo signore che immagina l’intelligenza non comune di Wilde al servizio della “legge” – ironia della sorte, considerando che in pratica fu ucciso da un cavillo: un emendamento ad una legge contro la prostituzione minorile gli costò il carcere e, di conseguenza, la morte poco dopo esserne uscito. La legge era nata dallo scandalo suscitato da una grande inchiesta giornalistica in epoca vittoriana, quando un giornalista rivoluzionario nel suo modo di lavorare denunciò le condizioni indegne che spingevano le classi subalterne a simili espedienti; ma il Parlamento fece più di quel che era nelle intenzioni del redattore e sovrappose altre questioni, penalmente irrilevanti, al vero problema. Inutilmente il giornalista tentò di appellarsi al buon senso di fronte al caso-Wilde. Si trattava di un personaggio che conosco per motivi collaterali, cioè quel sig. William Thomas Stead che si era anche inutilmente battuto per aggiornare le leggi sulla sicurezza in mare, prima di morire nel naufragio del Titanic… Certe vite sono alquanto romanzesche, e non solo quella del povero Wilde.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ollalalà! Mi inchino riverente a L’Irriverente. Chiosa illuminante e preziosa. Completa il quadro alla grande! Grazie 🙂

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      • L'Irriverente ha detto:

        Nel caso, ricordo di aver letto in un librone sulla fantascienza un altro caso, in altro genere, di scrittori che diventano personaggi: in un romanzo gli alieni rapiscono un noto autore di fantascienza terrestre – tale Paul Anderson, che è un vero autore – perché aveva anticipato in un suo romanzo un problema cui non trovano soluzione.
        Tanto per non citare Virgilio e altri scrittori in Dante, che mi parevano casi fin troppo ovvi; o anche Iacopo Ortis ci incontra Parini…

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        • Guido Sperandio ha detto:

          Il mio grazie raddoppia. Formidabile inconfutabile apporto. Tutto vero-verissimo! 🙂

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          • L'Irriverente ha detto:

            Grazie, in effetti sono ricerche anche divertenti: chissà quanti autori sono stati trasformati in personaggi? Mi torna in mente che alla fine dell’Orlando Furioso Ariosto immagina di incontrare, giunto in porto dopo la lunga fatica del poema, i grandi letterati del suo tempo: è il riconoscimento della sua arte, come direbbe Dante: “e io fui sesto tra cotanto senno”.

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