La Finlandia, renne ma non soltanto

Anni fa uscì un film del regista finlandese Aki Kaurismaki, “Ho affittato un killer”.   Un impiegato statale, dopo quindici anni di onorato servizio, viene licenziato e, in preda allo smarrimento, tenta invano di suicidarsi. Per cui decide di farsi 9788870910407_0_0_300_80eliminare da un killer. Ne assolda uno, ma subito incontra una donna di cui perdutamente si innamora. Vorrebbe tornare indietro ma l’unico indirizzo noto del killer è il bar in una baracca al porto, che nel frattempo però è stata demolita. Per il povero impiegato è ormai impossibile bloccare l’ingranaggio!
Il film, delizioso, di un umorismo grottesco, freddo, dai dialoghi radi e rari, tipicamente nordico, mi è tornato in mente leggendo Arto Paasilinna, best seller finlandese. Nel suo «L’Anno della Lepre» cambia ovviamente la materia del film – protagonista e trama – ma uguale è l’esilarante assurdità delle situazioni.
Lo spunto: un giornalista quarantenne di Helsinki, Vatanen, una sera, torna in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo. Investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell’amico, sparisce nei boschi con la lepre.
Un colpo di follia? No, folgorazione; presa di coscienza e fuga da un’esistenza frustrante: moglie possessiva e arcigna, il giornale con i suoi intrighi e le notizie combinate, la vita cittadina con le sue soffocanti regole.
Vatanen – con la fedele lepre – intraprenderà la via di un libero e felice disinibito vagabondaggio tra foresta e villaggi.
«Vatanen prese una camera in un albergo, si rinfrescò e scese a mangiare. Era mezzogiorno, il ristorante era deserto. Vatanen sistemò la lepre su una sedia accanto a sé.
Il caposala rimase a guardarlo con il menu in mano: – Veramente non sarebbe permesso tenere con sé gli animali.

– Non è pericolosa.
Vatanen ordinò qualcosa per sé, e, per la lepre, insalata verde, carote grattugiate e acqua fresca. Il caposala lo guardò con disapprovazione quando mise la lepre sul tavolo per farle mangiare l’insalata dalla ciotola, ma non arrivò a proibirglielo»
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«I passanti si fermavano a guardare stupefatti quell’uomo che fuggiva dalla banca con in mano un cestino dal quale spuntavano due piccole orecchie di lepre.»
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Ma, i primi tempi, essendo la lepre piccola, un cucciolo – Vatanen se la teneva in una tasca, e l’effetto delle due lunghe orecchie che sbucavano risultava tanto più stupefacente.
– Se non sbaglio, lei è il giornalista Vatanen, fece il portiere guardando la lepre, come se la conoscesse.
Tra le varie avventure, la lepre salva Vatanen dalla prigione. Una sera, Vatanen approda fradicio di pioggia in un villaggio, bussa a una casa per un alloggio. Scambiato per un pericoloso vagabondo, interviene la polizia. Vatanen protesta: lui può anche marcire in galera, ma la lepre appartiene a specie protetta dalla rigorosa legge finlandese. I poliziotti dovrebbero essere in grado di offrire alla lepre condizioni ambientali ottimali, salvo incorrere in pene non indifferenti.
La mattina, Vatanen e lepre vengono  prudentemente liberati.

Prosa facile e veloce, Paasilinna è considerato l’inventore del genere umoristico-ecologico. Di certo, è un inno alla libertà nella natura. Con questo, non è un libro che dopo averlo letto, uno possa dire: mi ha cambiato la vita. Ma per i lettori occasionali, può essere un ammiccante e grazioso invito alla lettura.

Il libro è del 1975. Chi era al mondo già allora, ricorderà l’onda avvolgente dei verdi e dell’ecologia. Poi è seguita la globalizzazione e adesso la contro-corrente dei populisti, negazionisti e nuovi isti sbucano ogni giorno, parrucca bionda di Trump in testa. Dal momento che libri e vita si intrecciano, mi punge una curiosità: Cosa direbbero costoro (gli isti) della storia di un rispettabile e integrato borghese che sceglie di condurre la sua vita on the road con una lepre in tasca?

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40 risposte a La Finlandia, renne ma non soltanto

  1. 65luna ha detto:

    Sai, mi ricorda molto una recente pubblicità la storia della lepre. Di certo storie affascinanti! 65Luna

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  2. Sono stata in Finlandia nel 90! Bellissima esperienza! A casa di un’amica!

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  3. Alessandra ha detto:

    Non ti leggo 😉 Prima voglio leggere quello che scritto lui, il mio adorato Paasilinna, che questo libro devo ancora aprirlo alla prima pagina. Hai per caso spoleirato? No, perché non voglio sapere nulla della storia, con lui mi piace avere l’effetto sorpresa… Spero tu ne abbia parlato bene, altrimenti ti tiro un orecchio! 😀 😉 Il like subito, per la fiducia che ho nell’autore!

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Cara Alessandra, figurati… io che sono per la frase facile, immediatamente comprensibile, nemico dichiarato di ogni nevrotico intellettualismo, dei concetti ripetuti e i post chilometrici che stringi stringi dicono sempre la stessa cosa…. ebbene, il tuo coccolo Paa… risponde a tutti i miei vezzi, solo che… insomma è un po’ una fiaba per bambini grandi.
      Adesso, ti porgo l’orecchio… e anche la guancia, a te non li posso negare. Vedi solo di non calcare con la mano 🙂

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  4. Alessandra ha detto:

    Sapessi che fatica resistere… ma ce l’ho fatta, ho letto solo le ultime dieci righe! E adesso scappo, altrimenti… Ma un giorno tornerò, ed eventualmente faremo i conti! 😉 🙂

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  5. Neda ha detto:

    Nel dicembre del 1981 feci un viaggio di lavoro (5 giorni e nove aerei) tra Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia. A parte la neve, il freddo e il lavoro ho visto davvero poco. Della Helsinki di allora ricordo le grandi strade e l’impressione di essere, quasi, in Russia, per via delle automobili e dei palazzi che sembravano proprio quelli della repubblica limitrofa. La cosa che però mi ha colpito di più è stata la lingua: una marea di K e i L: per fortuna me la sono cavata con l’inglese. Non ho mai letto nulla scritto da un finlandese, credo però che questo libro di cui tu parli andrò proprio a cercarmelo, mi piacciono le storie fiabesche, improbabili.

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ti dirò che è senz’altro un libro “riposante”, “bonario”. I commenti precedenti, proprio perchè a più voci, possono essere anche illuminanti.
      [Trovo interessanti i tuoi trascorsi. Avresti senz’altro tante storie da raccontare anche tu!…:-) ]
      Poi, il giorno che tu avrai letto il libro, sarà simpatico e anche utile che tu aggiunga il tuo parere.

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  6. Pendolante ha detto:

    Vagamente surreale, ma mi pare sappia di buono questo libro. Mi hai incuriosita

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  7. Lady Nadia ha detto:

    Uff! due no. Arriverà un sì. Riproverò, sarò più fortunata.
    Ma non credere che sia rimasta a secco! Impossibile. 😂😂😂

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  8. alessialia ha detto:

    Oddeo…. come vorrei visitare il grande nord…
    Ciao guidino beddooooooooo!!!!!!
    Quanto è bello leggerti! Mi piace molto il tuo modo di recensire…
    Sai che mi mancano un po le tue perle di saggezza infinita pero!

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  9. maratrufelli ha detto:

    mi ci son ritrovata..io e Argo..e un cellulare per far le foto agli alberi..

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  10. A me è piaciuto molto; ti consiglio anche “Piccoli suicidi tra amici” di Paasilinna. Surreale e divertente. Ciao, Pina

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