Shopenhauer

31g+jZpJWzL._BO1,204,203,200_«L’ultimo compagno di passeggiate, del quale Shopenhauer diceva che era uno dei suoi migliori amici, fu un barboncino nero. Il visitatore che bussava alla porta del filosofo sentiva subito abbaiare; entrando vedeva le pareti ornate quasi solo di ritratti di cani.  – Se non ci fossero i cani – disse una volta il Maestro – io non vorrei vivere. –  E pare che una delle rare volte che dovette sgridare uno dei suoi barboncini usasse queste parole: – Uomo che non sei altro!»

[Aldo Buzzi, “Un debole per quasi tutto”, Ponte alle Grazie, Milano, 2006, pag.31]

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9 risposte a Shopenhauer

  1. Alessandra ha detto:

    I cani, in effetti, sono spesso meglio degli uomini. Non conosco Buzzi. Di cosa tratta il libro, è una raccolta di chiose e divagazioni varie?

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Sì, chiose e divagazioni varie anche se è forse più un taccuino di squarci di memorie. L’autore ha un curricum secondo me particolare, nasce architetto ma partecipa attivamente alla produzione di film, e questo gli permette frequentazioni eccellenti (Fellini ecc.). Viene presentato come sceneggiatore, scrittore ecc. – ma io non lo vedo come scrittore e tanto meno come penna che brilli. È un buon onesto artigiano. Il libro in questione è “afflitto” da una bonarietà che rasenta le chiacchiere di una serata in un chiosco in spiaggia tra gente d’altri tempi. D’altronde, a parte la magnifica e brillante triade Flaiano-Marchesi-Longanesi – un certo spirito non è cosa di casa nostra.
    Penso che questo libro non lo finirò. Ho appena finito Topkapi, da cui giustamente hanno ricavato un film non a caso di successo. La materia, anche inusuale, c’era tutta. Il libro è del 1965 e riscritto ora, come merita una storia d’azione, ne riscatterebbe la trama e le psicologie dei personaggi, che come dicevo, ci sono ma obnubilate da descrizioni eccessive e una meticolosità inutile.
    Mi aspetta Elizabeth Strout-Oliver Kitteridge, che mi sa attaccherò molto presto.

    DISCLAIMER: Quanto sopra salvo errori e omissioni, e conscio di essere fazioso e quindi coralmente criticabile.

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  3. L'Irriverente ha detto:

    È interessante come alle volte il commento sia utile… tra la citazione e la spiegazione, viene una bella recensione al volo. Potremmo aggiungere quella frase che, mi pare, sia da attribuire a Voltaire (se sbaglio mi corrigerete, e notare la doppia citazione carpiata): “Più conosco gli uomini, più amo il mio cane”.

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