Bartleby

Bartleby lo scrivano, noto personaggio di Melville, è il bizzarro impiegato che a partire da un certo momento replica a ogni richiesta con un garbato ma fermo: «Prerirei di no». («I would prefer not to»).
Lo scrivano Bartleby si riduce a non fare e a non dire in un progressivo auto-annullamento.
A distanza di più di un secolo, Enrique Vila-Matias si ispira al  mitico scrivano con l’opera Bartleby e Compagnia.
Enrique Vila-Matias, spagnolo di Catalogna, è grande conoscitore delle copletterature di ogni continente e oltre che eccezionalmente colto, è autore di molti titoli di notevole spessore. In Bartleby e Compagnia racconta i numerosi casi, spesso clamorosi, di noti scrittori che hanno chiuso con la scrittura pur spesso all’apice di una carriera lusinghiera.
I motivi? Tanti e ogni volta diversi. Il più delle volte sorprendenti.
Lo scrittore messicano Juan Rulfo motiva la sua rinuncia: «È che è morto lo zio Celerino, quello che mi raccontava le storie».
Felisberto Hernandez – uruguayano invano lanciato in Italia da Calvino –  si rifiutava di finire i suoi racconti.
La galleria che Vila-Matias compone è infinita. Aneddoti, citazioni, analisi e casi si susseguono in una girandola imprevedibile. I bartleby finiscono per non scrivere nulla pur avendo tutto il talento necessario, oppure, se esordiscono, rinunciano presto alla scrittura (da Rimbaud, diventato commerciante di schiavi, a Salinger, quello del Giovane Holden). O rimangono irriducibilmente fermi.
Con Bartleby e Compagnia scopriamo che come accade con le migliore storie d’amore, anche la passione per la scrittura può concludersi in… scritturicidio. (O blogghicidio).

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36 risposte a Bartleby

  1. 65luna ha detto:

    “Scritturicidio” e’ fantastico! Ciao Guido! 65Luna

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  2. tararabundidee ha detto:

    Oh ma che bello! Ho letto Bartleby lo scrivano e mi era piaciuto molto 🙂 questo è interessante

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  3. Pupazzovi ha detto:

    Anche blogghicidio non scherza….

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  4. vaninarodrigo ha detto:

    Purtroppo succede, la voglia se ne va, ma poi ritorna 😉

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  5. lallade ha detto:

    Scrivere e/o bloggare non sono un obbligo, no? Esaurito il piacere, muore il blog. O muore anche il bloggatore? No no, fammelo sapere.

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  6. Principessa70 ha detto:

    « Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma ».

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  7. Liliana ha detto:

    Ciao Guido,
    Lo confesso…
    sono colpevole di posticidio, ormai i miei post sono molto diluiti nel tempo…ma questo non mi crea problemi…sto SERENA!
    Riguardo lo scribacchiare mi sono impigrita…ma come diceva la Rossella di buona memoria “domani è un altro giorno” forse col tempo riprenderò in mano la penna!
    Tieni pronta la tua matita rossa!
    Un bacione
    la tua affezionata Lilly

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Cara Lilly, sappiamo tutti che ci sono delle priorità e che non solo lo Scrivere (esse maiuscola) ma anche lo scribacchiare (esse minuscola) a volte può essere un lusso.
      Conta appunto essere sereni, e visto che tu lo sei, evviva! Goditi la tua meritata serenità. Che mi fa venire in mente la bellezza dell’arcobaleno dopo il brutto temporale.
      Tengo pronta la matita rossa! (o almeno… confido che il destino me lo permetta visto come va la vita).
      Un bacione a te.
      Guido

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  8. Dora Buonfino ha detto:

    Ogni cosa ha una motivazione, se viene a mancare non ha più motivo di essere…

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    • Guido Sperandio ha detto:

      Ciascuno di noi è un labirinto. Nella realtà, ogni cosa ha mille, centomila motivazioni, che poi noi razionalizziamo tutt’al più in parte o semplicimente ci limitiamo, per praticità o pigrizia, a sintetizzare in un motivo. Di fatto, il più delle volte ci illudiamo di razionalizzare, mentre prevale il sentimento o l’istinto.
      Ribadisco, siamo un labirinto, non fosse così Freud non sarebbe il geniale rivoluzionario che è stato, capostipite di una schiera di continuatori e di una ricerca tutt’ora in atto.
      Ma nel caso in questione, il clou del mio post è semplicemente un libro, quello di Vila-Matias, che giudico interessante sia per l’argomento insolito, sia per la documentazione altrimenti difficilmente reperibile e l’estensione dei casi, sia per la perizia dell’autore nel trattare la materia.

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  9. mrsbean73 ha detto:

    Ma che piacevole scoperta! Guido sei sempre fonte di nuove conoscenze, mai scontate, mai banali. Quanto al piacere e al dono unito all’esercizio della scrittura spesso mi domando come possa essere alimentato e possa evolversi al fine dihl non spegnersi e ridursi a un blogghicidio…per ora mi godo il piacere di farlo nella piena inconsapevolezza e istintualita’, senza strategie o piani. Si vedrà!

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