Da «Così parlò il caro estinto»

copertina caro estinto

Antonio S.
Non sono mai stato così bene! Non date retta a quello stupido epitaffio e a tutte quelle parolone che grondano lacrime e ipocriti rimpianti. La terra sarà umida e fredda, d’inverno anche di ghiaccio, ma le mie ossa che hanno sempre sofferto di dolori, adesso se ne sono finalmente liberate.
Ditegli niente.

*

Leonardo S.
Sulla mia tomba c’è scritto ch’ero uno scrittore famoso, letto e prediletto. Ed è vero. Ero invitato, intervistato e invidiato, beniamino di donne e platee, la mano consumata a fare autografi. Ma nel mio epitaffio non c’è scritto che mi è bastato il tempo di un funerale per essere dimenticato. (Tranne che dal mio vecchio cane.)

*

 Francesco N.
Hanno scritto fatalità. E non: solenne beffa! La verità: stavo al ristorante a festeggiare un collega reduce dall’Africa, quando, nella foga, un boccone mi è andato di traverso. Pensate, io – otorinolaringoiatra, dottore specialista della gola e col ristorante proprio lì vicino all’ospedale – finire così! soffocato da un’ala banalissima di pollo!

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Questa voce è stata pubblicata in AUTORI CITATI, Guido Sperandio. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Da «Così parlò il caro estinto»

  1. 65luna ha detto:

    Riesci sempre a stupirmi. Buona serata,65Luna

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Beh, anche tu viaggi mica male 🙂

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  3. maratrufelli ha detto:

    riesci sempre a farmi sorridere..*____*..grazie Guido

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  4. Dora Buonfino ha detto:

    La prima è un’idea da valutare 😉

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  5. Alessandra ha detto:

    Ti stai cimentando sulle orme di Spoon River, o sbaglio? 😀 😉

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    • Guido Sperandio ha detto:

      No, no, non sbagli.
      Più che cimentarmi, che il signor Edgar Lee Masters è Lui, Elle maiuscola, io mi accontento dello spunto e nemmeno di un remake che pure i remake (vedi nel cinema) sembrano di moda.
      Amo molto (come già tu fin troppo sai) la letteratura americana e Spoon River è una delle poche rare liriche che comprendo, la poesia in genere io non riuscendo sempre (praticamente sempre) a seguirne il senso. (Sarà per l’inflazione di versi nei blog… non so, il mio palato guastato)
      Avendo in mente di sviluppare una serie (spero di avere la costanza), stavo infatti per intitolare il post tout court Spoon River 2.0 (a conferma della tua nota) ma poi mi sembrava oscuro e troppo compiaciuto. Del resto, anche tutto il materiale è differente per geografia e calendario e contesti…
      Tra l’altro, combinazione, proprio ieri, ho letto dell’uscita per Iperborea di «Tumbas, tombe di poeti e pensatori» di Cees Noteboom, il quale ho appreso essere scrittore noto olandese. E il titolo dell’articolo che ne dava notizia era: «La Spoon River degli scrittori del mondo».
      Senza saperlo, mi sono trovato dentro a un coro, e mi viene da dirmi: È questa quella cosa che chiamano moda?
      Vado a preparare le prossime tombe, ciao Alessandra, grazie, e allegria!

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  6. elisabetta19MR ha detto:

    Io chiederò (dall’antologia che molto appropriatamente ha ricordato Alessandra) l’epitaffio per DIPPOLD THE OPTICIAN
    ( a causa di occhi che spesso mi danno fastidio. leggo troppo, o sto troppo vicino al p.c, o….boh?)

    – Che cosa vedi adesso?
    Globi rossi, gialli, viola.
    Un momento! E adesso?
    Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
    Sì! E adesso?
    Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
    Prova queste.
    Un campo di grano – una città.
    Molto bene! E adesso?
    Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.
    Prova queste.
    Solo una coppa su un tavolo.
    Oh, capisco! Prova queste lenti!
    Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare.
    Bene, adesso!
    Pini, un lago, un cielo estivo.
    Così va meglio. E adesso?
    Un libro.
    Leggimene una pagina.
    Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
    Prova queste.
    Profondità d’aria.
    Eccellente! E adesso?
    Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
    Molto bene, faremo gli occhiali così.-

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  7. gelsobianco ha detto:

    “Vado a preparare le prossime tombe”
    Grande Guido. (e accetta una volta un “complimento” sincero)
    Ogni volta che entro nel tuo blog, respiro un’aria completamente diversa.
    Buonanotte
    🙂
    gb

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